Finché…

Viron Leondaris

Questi tetti
che palpitano come mani insanguinate sotto la luna
e le strade bagnate che brillano come coltelli…
– Lasciatemi, lasciatemi stare,
non parlatemi della gita di domani
del vostro abito nuovo non mi dite
non misuratemi il battito del polso
non fasciatemi la fronte con carezze.
La mia febbre non durerà
finché mi accenderanno intorno orrendi fuochi
finché vorticheranno intorno le finestre
di prigioni e ospedali,
continuerò ad avere questi incubi,
produrrò questo vaniloquio
finché durerà il tremore della Libertà per le strade
finché nella foschia delle albe
le rose degli spari delle esecuzioni spalancheranno gli occhi.
Traduzione di Nicola Crocetti