Ordo rerum

Vincenzo Bagnoli

Vincenzo Bagnoli

Nell’ordine delle cose ci sono
i pomeriggi e le sere di vento,
la casa vuota, la voce al telefono,
frasi che andrebbero dimenticate
e che ritornano come una febbre
leggera sotto alla pelle, alle cinque:
un aria appena più densa, qualcosa
che riaffiora dal vano sulla soglia.
Ma dimmi, cosa importa dei rimpianti?
di sotto all’apparenza e alle occasioni
c’è solo il lento passare del tempo:
gli strappi ce li siamo immaginati,
gli sguardi dati e le ultime volte,
messi sui giorni come trasferelli,
si staccheranno lenti E con grazia
la melodia del sintetizzatore
suona ogni volta, ma senza rancore,
la sigla del game over nel tuo gioco.