Sigillo

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

Non ascoltare il poeta.
Nel suo caffè del mattino c’è una lacrima.
Non ascoltare me. Per favore.
Nel mio caffè del mattino c’è una goccia di sangue.
Non sgridarmi, fratello,
perché non riesco ad ingoiare liquidi:
l’aria nei miei polmoni è raggelata.
Disse:”Lasciami piangere dai tuoi occhi
perché ormai non ho più occhi.
Fammi camminare coi tuoi piedi, perché non li ho più”.
Con le mie mani posso toccare il tuo incubo.
Disse:”Mi sono salvato, non mi serve salvezza”.
La salvezza è per noi.
La mano sul tavolo, il cosmo resta muto.
Il grande oceano non riesce a calmare il suo singhiozzare.
Le cinque montagne mantengono
le posizioni originali di Cielo e Terra.
Lontano, lassù sulla Via Lattea,
i segreti dell’universo si disvelano.
La mia mano destra è ancora sul tavolo
Aspettando che l’umanità si risvegli.
No, la mia mano non si rovescierà su questo tavolo
come una mezza conchiglia in bilico sulla riva,
come il corpo di un uomo abbattuto da una pallottola.
Montagna e fiume sono demoliti,
corpi celesti sono perduti
e il grande oceano cessa il suo mormorio incessante…
La mia mano è ancora sul tavolo
e le cinque montagne ancora ci sovrastano.
Il segreto non è stato rivelato.
I corpi celesti discutono ancora tra loro.
La mia mano è ancora sul tavolo,
in attesa del momento
di rovesciare la bilancia di Cielo e Terra –
la mia mano, piccola mano,
è come una montagna.

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