Oriente e occidente

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

Con dolcezza
oltre il cancello
scorre il fiume. Le nuvole viaggiano
come ricordi d’infanzia.
Nell’orto fiammeggiano
i fiori di senape, mentre le ultime farfalle
svolazzano.
Sotto il sole cocente, un firmamento
tra le sue braccia, le sue e le mie.
I fiori di pompelmo tra i miei capelli
non sono un profumo strano per lui.
Notte e giorno, le mie piccole mani
seguono l’anima del calligrafo
che offre la sua penna
per insegnare ai bambini –
Rive e monti ancestrali sulle mie spalle.
Due culture, Oriente e Occidente,
trascinano insieme quel palo su di loro…
Il gallo canta e sui cuscini
il cuore mormora: “Sarà l’alba laggiù?”
Per tutto l’inverno
sotto la cenere cova il fuoco
e si scalda la nostra fede.
Lui canta poesie e la voce
risuona chiara nel cielo nevoso.
Per mantenere vivo il futuro,
lui sceglie piatti di sottaceti e riso.
Quando la primavera torna sulle colline,
il cielo – come gli occhi – è blu
e lontano esplodono i boccioli dell’Albero-di-Fiamma (Brachychiton acerifolius).
Metà mondo d’amore
si sta aprendo.

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