Nuovo Borgo

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

Niente fiammiferi stamattina e
il mio camino è freddo, come
un panno umido. E’ autunno.
Il mio dipinto è a buon punto.
Andrò dal vicino a chiedere di accendere.
(ve lo ricordate come si faceva da ragazzi?)
Vuoi sapere che succede se il vicino non ne ha?
“Andremo insieme a cantare…”
Ricordo cosa mi diceva mia madre
e chiederemo di andare giù fino al nuovo borgo.
E ricordati di cantare, sono sicuro
che qualcuno nel nostro borgo ha ancora del fuoco.
Alzate le mani e ditemi la verità:
“Credete come me che qualcuno laggiù
tiene vivo il fuoco?”
So di misere soglie di porte dove però
un fuoco viene tenuto sempre acceso
grazie alle bucce del riso nel braciere.
Ricordo cosa diceva mia madre.
Non disturberò la buona terra.
Poggerò una manciata di paglia
con gentilezza sulle bucce
e aspetterò che salga il fumo.
Poi con un soffio deciso, ravviverò la fiamma.
Fratello, stai tornando da un lungo viaggio.
Sentirai nel cuore un bel calore osservando quel fil di fumo sopra la casa di paglia.
Vieni al nostro villaggio, ti aspettiamo.
Nostra sorella ha saputo mantenere il fuoco nel vecchio braciere.
La tua nave segue senza esitazione
la corrente
sotto la luce protettiva delle stelle.
La nave prosegue il cammino. Non c’è
da preoccuparsi se scende la nebbia.
Sai che oggi hai abbastanza amore
per fornire amore domani.
Che bel fuoco ora a casa mia.
Venite a visitarci.
Per migliaia di anni, qualcuno ha cercato di costruire
un ponte tra le due rive.
Il dipinto è ormai finito. I colori sono freschi.
Te lo vogliamo mostrare.
Il fuoco crepita in allegria.
Tra poco porteremo altre candele.

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