Babita, l’ex intoccabile

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

I suoi occhi spalancati.
mentre trova un nido tra le mie braccia,
col corpo tutto scossoni,
un pianto fatto di minuscoli lamenti.
Babita non osa nemmeno gridare forte.
E’ stata portata qui di corsa,
come verso un santuario sacro.
Ho le mani che tremano
mentre provo ad accarezzarle i capelli
e mormoro parole carezzevoli
che lei non può capire.
Ma piano piano Babita prende a calmarsi,
si calma e poi
riposa quieta, tra le mie braccia.
Cara, vorrei prendere tra le braccia
tutti i piccoli orfani
di due anni e mezzo come te.
L’hanno lasciata qui per raggiungere la rivoluzione.
Babita può aspettare mesi
senza il latte della madre, o
sguazzare nel fango del cortile, o
giocare tra escrementi,
col moccio che le cade dal naso.
Babita è ancora giovane.
Babita può aspettare
la vittoria della rivoluzione.

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