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La vita non dovrebbe essere così seria

Yin Lichuan

Yin Lichuan

Gli ho dato appena un’occhiata
e l’ho sposato
siamo stati caotici
non abbiamo avuto figli
quando mi andava preparavo una minestra
abbiamo vissuto un po’ a caso
abbiamo avuto degli amici casuali
il tempo è trascorso così
e così siamo invecchiati
con un piede nella fossa
per caso siamo diventati un modello
“erano fatti l’uno per l’altra”
… una vita armoniosa
con semplicità abbiamo esalato l’ultimo respiro

Poesia scritta dalle parole #13

Tiziano Scarpa

Tiziano Scarpa

La disfatta non è essere infelice
ma a rovinare la vita degli altri.
Quelli che ti vogliono bene,
quelli che nemmeno conosci.
E poi ci sarebbero i figli.
Se sia meglio averli lasciati
a poltrire nel non essere.
Su un piatto da loro felicità potenziale,
Sull’altro la loro morte sicura.
Se ne vale la pena.
Se ne va per piacere.
E tu che tieni in mano la bilancia
barando sul peso.

(Venezia, 1963),
da Le nuvole e i soldi (Einaudi, 2018)

VAGABONDA FEDE…

Tiberio Sergardi

(magico “epilemma”)
Vagabonda Fede,
se il Nulla può esistere da solo,
senza Dio,
rinnega l’anima…(in fondo che vale?),
ma non tacermi di là dalle tombe la tua verità
per non saper che dire…
Piccola o grande che tu sia (nascosta qua e là)…
dai la tua voce a un trovatello,
ed éi risponderà…Voglio saperlo!…
se tu quel giorno a prendermi verrai
dritta…e in ala di luce senza più ombre,
quasi alle soglie d’inattesi cieli…
Figlia dell’Indugio non fui mai, vengo da te!…
Inganno che mi fai, rovescierò il creato,
e un calcio darò a ogni scienza possibile!…
Vivere senza pensare (questo il mio “credo”),
godere in attimi il vuoto,
il mio secondo sangue se ce l’ho,
i voli curiosi a cavallo ai pianeti, la mia libertà!…
Bigotta, ruffiana!…Ecco cosa sei!…
(?…)
Perdonami!…Ero gelosa d’ogni cosa bella,
odiavo chi spenge di noia la vita,
o rovina le città,
i boschi, la natura, l’umano progresso…
Ben vengano gli altri a corteggiar la Pace,
ma chi si fida più? (Ruffiani, bugiardi smisurati!…)
Varrebbe il Sole che invecchia e non muore
in archi di parabola sul mare
a spiegarci l’esistere dei mondi, la nascita, la morte?…
Oh, la mia storia non finisce qui!
Rimani pure, o Fede, a recitar te stessa,
l’Ombra carceriera fosti…(e il merito a chi va?…
d’essere il Mossiere più unico che raro
dell’Immortalità?)!…
Il Credere va sulle acque a piede asciutto, vero?…
e dai gangheri usciresti, bella mia,
se ora ti dicessi: “Non è cosa semplice.”
Lo scandalo fortifica! E adìrati, o Fede,
rivòltati, strabalza, fa’ pure come vuoi…
(?….)
sott’altro cielo, impiccati!…Ma credo.

da ALIDÀDA

Labirinto

Jorge Luis Borges

Jorge Luis Borges

Mai ci sarà un’uscita. Tu sei dentro
e la fortezza è pari all’universo
e non ha né diritto né rovescio
né muro esterno né segreto centro.
Non sperar che il rigor del tuo cammino
che in un altro, ostinato, si biforca,
che in un altro, ostinato, si biforca,
abbia fine. È di ferro il tuo destino,
e il tuo giudice pure. Non aspettarti
l’assalto del toro, uomo la cui strana
plurima forma d’orrore ricolma
l’intrico interminabile di pietra.
Non esiste. Non c’è nulla d’attendere
Neanche, al nero crepuscolo, la fiera.

Immagine ingannevole

Cees Nooteboom

Cees Nooteboom

Mai stato chi volevi essere,
chi pensavi di essere.
L’abito sbagliato
in un mondo alla rovescia.
Sempre andato avanti a menzogne,
la prima fidanzata, non hai mai creduto
che le frasi più semplici
fossero le più intime. A te l’apparenza
era più familiare
del primo pensiero,
avevi troppo mondo, troppo muschio
sulla tua statua, ti ergevi
con il libro che nemmeno desideravi leggere,
un uomo di carne divenuto stucco,
un angelo d’ombra, solo,
e avvolto nella vuota professione
del tuo nome

Trinidad

Cees Nooteboom

Cees Nooteboom

Questo spesso io sono stato:
un uomo sulla strada di campagna,
un uomo su un aeroplano,
un uomo con una donna.
E questo spesso io sono stato:
un uomo che sotto un sasso
vorrebbe nascondersi
per non vedere più la luce.
Questi due uomini
portano i miei bagagli,
leggono i miei giornali,
guadagnano il mio pane.
Insieme attraversiamo
il rumore e l’odore del mondo
in cerca dell’invisibile statua
in cui tutt’e tre si erigono
in forma di uno.

da Le porte della notte(Edizioni del Leone, 2003)

Vivere

Ágota Kristóf

Ágota Kristóf

Nascere
Piangere succhiare bere mangiare dormire aver paura
Amare
Giocare camminare parlare andare avanti ridere
Amare
Imparare scrivere leggere contare
Battersi mentire rubare uccidere
Amare
Pentirsi odiare fuggire ritornare
Danzare cantare sperare
Amare
Alzarsi andare a letto lavorare produrre
Innaffiare piantare mietere cucinare lavare
Stirare pulire partorire
Amare
Allevare educare curare punire baciare
Perdonare guarire angosciarsi aspettare
Amare
Lasciarsi soffrire viaggiare dimenticare
Raggrinzirsi svuotarsi affaticarsi
Morire.