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10.

Vincenzo Ostuni

Vincenzo Ostuni

(“Ma che sia chiaro”, subito rispondo, in preda a un raptus di precisazione,
“chiaro che o tu sei fuori dal gioco
– perché ti interessi di altre cose; perché hai una fede che ti ingoia, sei una profetessa fuori patria; perché sei muta
o tu muori dalla fame;
oppure tu sei tutta dentro a quello: ma una carta ce l’hai per cambiar nome; metti, un sette di denari
o un tre di coppe, riposto nell’orlo del calzone.
Solo chi siede al tavolo può forse sterzare da una via già ribattuta:
tu sei fra questi, credo e spero: e io.
Ma ricordatelo, che tu non sia seduta e non seduta insieme; di fuori e dentro; sporta su un vero ultimo e sul mondo”).
(“Non ridere se dico che tu, per mia fortuna, tu sei corrotta e porti una giustezza: e il nostro
– è un lavoro di espiazione”).
Vincenzo Ostuni (Roma, 1970), da Faldone Zero-Venti. Poesie 1992-2006 (Ponte Sisto, 2012)

E gli altri?

Valerio Magrelli

Valerio Magrelli

Io sopporto ingiustizie dalla nascita,
a cominciare ovviamente dalla nascita.
Lo Stato che depreda, gli amici che tradiscono,
il nepotismo, le sopraffazioni fisiche
o burocratiche, ogni variante dell’illegalità,
e adesso anche il voto rubato per essere offerto al nemico!
Ma la roulotte è troppo.
Sequestrare la strada,
impormi con violenza un’andatura non mia,
occupare lo spazio di tutti solamente per sé:
questo è troppo.
Dov’è il rispetto per l’altro, per la sua libertà?
Come è possibile essere tanto indifferenti verso il prossimo?
IO, IO, IO, IO, IO, IO, IO, IO, IO, IO!
E’ un io che precede l’avvento dei mammiferi,
un io da rettili, da uccelli predatori.
No, la roulotte è troppo.
La roulotte è davvero troppo.
No, no: è davvero troppo,
la roulotte.
Nota. La roulotte è accettabile negli Usa, dove il sistema viario prevede carreggiate di due, tre o quattro corsie. Di conseguenza il buon senso vorrebbe che in Italia, per non incorrere nel reato di “occupazione di suolo pubblico”, a un veicolo simile fosse permesso circolare esclusivamente in autostrada.Ciò detto, restano due domande: a) Vorrà dire qualcosa il fatto che la prima caravan, con il nome diWohnauto(“casa viaggiante”), vide la luce in Germania, nel 1931? b) Esisterà un possibile rapporto fra la prepotente annessione del terreno comune da parte della roulotte privata (“Anschluß”), e il dato biografico secondo cui, prima di dedicarsi alla sua egoistica invenzione, l’ideatore, Arist Dethleffs, lavorasse a lungo, come addetto alle vendite, nella fabbrica di fruste del padre?
Valerio Magrelli (Roma, 1957)

Amo i gesti imprecisi

Valerio Magrelli

Valerio Magrelli

Amo i gesti imprecisi,
uno che inciampa, l’altro
che fa urtare il bicchiere,
quello che non ricorda,
chi è distratto, la sentinella
che non sa arrestare il battito
breve delle palpebre,
mi stanno a cuore
perché vedo in loro il tremore,
il tintinnio familiare
del meccanismo rotto.
L’oggetto intatto tace, non ha voce
ma solo movimento. Qui invece
ha ceduto il congegno,
il gioco delle parti,
un pezzo si separa,
si annuncia.
Dentro qualcosa balla.
Valerio Magrelli (Roma, 1957), da Nature e venature (Mondadori, 1987)