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Torno ad aprire le antiche pagine

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

Improvvisamente mi ritrovo nel mio passato.
Il punto di riferimento non è visibile più a lungo
e il sogno dell’altra notte è pieno di immagini illusorie.
I muri che servono a fermare i venti e la pioggia
hanno formato un angolo di spazio accogliente.
Le candele tremolanti
evocano il profumo di incenso della vigilia dell’Anno nuovo.
Piove.
In casa, la cena è servita.
Una manciata di foglie di coriandolo
mi riporta alle forme della madre patria.
Improvvisamente tutte le barriere sono rimosse
grazie alla tempesta di mezzogiorno
ed ogni cosa è rivelata.
Il sole di oggi non è lo stesso di ieri?
Uccelli intravisti contro il colore purpureo della sera.
I due estremi del tempo si uniscono
e mi spingono con tenerezza
verso una nuova apertura.
Il sipario della sera, destinato a catturare spazio,
improvvisamente si trasforma in salici piangenti.
Le nuvole si chiamano l’un l’altra
per un incontro sulla cima dei monti.
Sono tornato. Mi ritrovo ad aprire vecchie pagine.
Un tramonto sfolgorante ha bruciato tutti gli attestati… verbosi mantra si sono dimostrati non avere più forza…
Soffia forte ora il vento. Laggù dove finisce il cielo, sento sbattere le ali di qualche strano uccello.
Io dove sono?
Il punto focale della concentrazione è il ricordo.
La casa più vera è quella d’infanzia, tra le colline erbose.
Le foglie violette del tià-tò
contengono tutto un autunno pienamente maturo.
I tuoi piccoli piedi percorrono il sentiero,
come gocce di rugiada sulle giovani foglie.
Le lettere che ti inviai
risuonano come campane della chiesa.
Un cielo dorato di fiori è contenuto in un solo seme di mostarda.
Ecco, unisco le palme delle mani
e – meravigliosamente – lascio fiorire un fiore nel mio cuore.

Oriente e occidente

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

Con dolcezza
oltre il cancello
scorre il fiume. Le nuvole viaggiano
come ricordi d’infanzia.
Nell’orto fiammeggiano
i fiori di senape, mentre le ultime farfalle
svolazzano.
Sotto il sole cocente, un firmamento
tra le sue braccia, le sue e le mie.
I fiori di pompelmo tra i miei capelli
non sono un profumo strano per lui.
Notte e giorno, le mie piccole mani
seguono l’anima del calligrafo
che offre la sua penna
per insegnare ai bambini –
Rive e monti ancestrali sulle mie spalle.
Due culture, Oriente e Occidente,
trascinano insieme quel palo su di loro…
Il gallo canta e sui cuscini
il cuore mormora: “Sarà l’alba laggiù?”
Per tutto l’inverno
sotto la cenere cova il fuoco
e si scalda la nostra fede.
Lui canta poesie e la voce
risuona chiara nel cielo nevoso.
Per mantenere vivo il futuro,
lui sceglie piatti di sottaceti e riso.
Quando la primavera torna sulle colline,
il cielo – come gli occhi – è blu
e lontano esplodono i boccioli dell’Albero-di-Fiamma (Brachychiton acerifolius).
Metà mondo d’amore
si sta aprendo.

Preghiere per una terra

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

Perdute nelle tempeste
dell’oceano aperto,
le nostre piccole barche vanno alla deriva.
Cerchiamo una terra
durante interminabili giorni e interminabili notti.
Siamo la schiuma
che galleggia sull’immenso oceano.
Siamo la polvere
che vola nello spazio infinito.
Le nostre grida sono sopraffatte
dall’urlo del vento.
Senz’acqua né cibo
i nostri bambini giacciono stremati
e non hanno più la forza di piangere.
Siamo assetati di terra,
ma veniamo ricacciati da ogni spiaggia.
I nostri segnali di soccorso sono Alzati, Alzati,
ma le navi che ci incrociano non si fermano.
Quante barche sono affondate?
Quante famiglie giacciono sotto le onde?
Signore Gesù, ascolti la preghiera della nostra carne?
Bodhisattva Kwan Yin, dio della pietà, ascolti la nostra voce?
Uomini nostri simili, sentite la nostra voce
dall’abisso della morte?
O terra ferma,
quanto ti desideriamo!
Preghiamo che oggi l’umanità sia presente.
Preghiamo che la terra ci stenda le sue braccia.
Preghiamo perché oggi ci venga data speranza
da questo paese.

Strutture dell’unicità

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

Non sgridare gli uccellini.
Ci servono i loro canti.
Non odiare questo tuo corpo.
E’ l’altare per lo spirito dell’umanità.
I tuoi occhi contengono un universo infinito di bilioni di mondi
e le tue orecchie sovraintendono sugli uccelli,
le primavere, l’alta marea,
Beethoven, Bach, Chopin,
le grida della bimba
e la canzone che la culla verso il sonno.
Le tue mani sono fiori d’amore
che è bene che nessuno colga.
E la tua fronte
è il mattino più meraviglioso tra tutti i mattini.
Non distruggere la struttura della “unicità” dentro te.
Il grano, l’erba e la fragranza della notte
parlano chiaro in favore della pace.
So che una pallottola potrà colpire
il cuore dell’uccellino stamattina,
l’uccello che vuole celebrare con tutta la sua forza la vita.
Il grano, l’erba e la fragranza della notte
insieme con le stelle e la luna –
Tutti noi ce la stiamo mettendo tutta.
Stiamo facendo tutto ciò che possiamo
per mantenerti vivo.

Risoluzione

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

Voi ci combattete
perché combattiamo con tenacia,
mentre voi vi alimentate di rabbia e violenza
per farvi forza.
Ci maledite
perché non etichettiamo un essere umano
e non gli puntiamo contro il tamburo della rivoltella.
Ci condannate
perché noi non possiamo usare il nostro sangue
per pagare i vostri debiti di avidità;
perché non potete scostarci
dallo stare a fianco di un uomo,
dove stiamo per proteggere tutte le vite.
E ci uccidete
solo perché pieghiamo la testa
davanti alla ragione e all’amore per l’uomo;
perché
tenacemente rifiutiamo
di identificarlo coi lupi.

Babita, l’ex intoccabile

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

I suoi occhi spalancati.
mentre trova un nido tra le mie braccia,
col corpo tutto scossoni,
un pianto fatto di minuscoli lamenti.
Babita non osa nemmeno gridare forte.
E’ stata portata qui di corsa,
come verso un santuario sacro.
Ho le mani che tremano
mentre provo ad accarezzarle i capelli
e mormoro parole carezzevoli
che lei non può capire.
Ma piano piano Babita prende a calmarsi,
si calma e poi
riposa quieta, tra le mie braccia.
Cara, vorrei prendere tra le braccia
tutti i piccoli orfani
di due anni e mezzo come te.
L’hanno lasciata qui per raggiungere la rivoluzione.
Babita può aspettare mesi
senza il latte della madre, o
sguazzare nel fango del cortile, o
giocare tra escrementi,
col moccio che le cade dal naso.
Babita è ancora giovane.
Babita può aspettare
la vittoria della rivoluzione.

Ecco le mie mani

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

Ecco le mie mani.
Accetta che io te le ridia,
anche se prego
non vengano ancora schiacciate.
Sono tornato, docile, arreso,
senza rancore per questa grande sofferenza.
Sono nato sotto la tua stella.
Sono nato per voi. Sono nato
per vivere 10mila vite
col cuore di un bambino.
Ecco le mie mani,
che sono anche il mio cuore, la mia mente,
la mia vita – tutto ciò che resta. Unica
mia forza è stato aver sanguinato
sui tasti dell’amore.
Ecco le mie mani.
Accetta che io te le ridia. Ricorda,
nostra madre ci insegnò ad amare
l’erba secca delle tombe, così come
le rose in fiore.
Per loro,
come per ogni cosa,
l’amore è
la rugiada immacolata del mattino.
Ecco le mie mani.
Col capo chino, te le rendo.
Guarda, le vecchie ferite devono ancora guarire.
Hanno sangue fresco e sui polpastrelli
può restare un po’ dell’ anima,
come resta la rugiada lucente
sui fili tremanti dell’erba.
Ecco le mie mani,
di nuovo rinate,
ma ancora ferite.
Ed ecco il mio sorriso,
di uno che non ha mai odiato.
Ed ecco il mio cuore, puro
attraverso il tempo.
Ecco le mie mani
che ti riporto da curare sotto le bende.
Prego che
non verranno ancora schiacciate.
E invito le stelle
a farmi da
testimoni.

Esistenza

Thich Nhat Hanh

 

Thich Nhat Hanh

 

E’ notte.
Sul tetto crepita la pioggia.
L’anima fa aprire
gli occhi ad una terra inondata.
Un mare di tempesta
che ruggisce
e poi scorre.
In quel breve momento
si muovono linee e forme
galleggianti
a vista, apertamente.
Prima che il momento passato si incrina
e cade nella malinconia,
una risata risuona
nelle quiete gocce di pioggia.