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Lettera alla madre

Nizar Qabbani

Nizar Qabbani

Buona giornata, mio santo tesoro,
due anni sono passati, o madre,
da quando questo figlio è salpato
e ha nascosto nelle valige
il verde mattino della sua terra
i suoi astri e i suoi rivi e ogni rosso papavero
e ha nascosto tra i vestiti
mazzi di menta e di timo.

Se avessi saputo

Nizar Qabbani

Nizar Qabbani

Se avessi saputo che l’amore è così pericoloso
non mi sarei innamorato
Se avessi saputo che il mare è così profondo
non sarei mai andato a nuotare
Se avessi immaginato la fine
non avrei mai iniziato
Ho nostalgia di te
Insegnami a non averla
Insegnami come estirpare le radici di questo amore profondo
Insegnami come muore la lacrima sul viso
Insegnami come muore il cuore e a uccidere il desiderio di vederti
Se sei un profeta
liberami da questo incantesimo.

Confronto d’amore

Nizar Qabbani

Nizar Qabbani

Non rassomiglio agli altri tuoi amanti, mia signora
Se un altro ti donasse una nuvola
Io ti darei la pioggia
Se ti desse un lume
Io ti donerei la luna
Se ti donasse un ramo germogliato
Io tutti gli alberi
E se un altro di donasse una nave
Io ti darei l’intero viaggio

Il risveglio

Nizar Qabbani

Nizar Qabbani

Sono rimasto in coda milioni di anni
per acquistare un biglietto
Ho dormito sulla mia valigia
Ho dormito sulle mie preoccupazioni […]
Mi stanca attendere ciò che non si attende.
Ho cercato nella pagina dell’oroscopo
il segno dell’Ariete
ma non ho trovato nè una colomba che sopraggiungeva
nè un itinerario di viaggio.
Ho cercato un bicchiere di cognac
delle sigarette.
Ho trovato un grillo sulla mia valigia
gli ho chiesto chi fosse e mia ha risposto di essere come me
uno senza patria … indossava cappello e cappotto.
Era come me seduto in attesa del treno.
[…] In attesa del fischio del treno
in attesa dal giorno in cui sono nato
dal momento in cui sono uscito dalle città polverose
in attesa che il mare avanzi sui miei versi
e che scroscino le piogge