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Manuel Alegre Un profumo di nardo

Manuel Alegre

Manuel Alegre

“Le famiglie” dico, sapendo che non è
la parola giusta, “sono belle”.
“Le famiglie belle”, rispondi, aggiungendo
all’aggettivo scontato un po’ di sale,
“sono belle”. Ma volevo dire quanta strada
noi (famiglia itinerante) abbiamo fatto
dal giorno che son sceso portandoti a cavalluccio
in quel canyon dell’Arizona con il suo torrente
che indugiava ampio e lento sotto di noi;
poi è stato il Susquehanna col suo corso regolare;
e ora la rapida corrente del Severn ricorda
che il tempo non si ferma, anche se la figlia
che tu tieni per mano a me sembra
la stessa bambina che portavo in Arizona.
No – hai ragione – belle non va.
Ma solo una famiglia può rivisitare
il tempo a questo modo: i legami di sangue
ci radicano nello spazio, non immobili come alberi,
ma egualmente soggetti alla terra, al tempo, al clima,
le nostre dimore e storie legate come in rima.
Traduzione di Massimo Bacigalupo

 

Poesia n. 338 Giugno 2018
Tradurre: routine e rivelazione
a cura di Massimo Bacigalupo

 

 

 




Setembro

José Tolentino Mendonça

José Tolentino Mendonça

Nesses dias distantes eu vagueava pelas matas
enchia a espingarda de chumbo e disparava
contra o silêncio das árvores altas
só para assistir ao espectáculo dos pássaros
em debandada
experimentava uma exaltação — de que tenho hoje pudor
perante imagens que partem:
fragmentos rápidos, passagens, segredos que se apagam
nesses dias distantes nem suspeitava
a vida pode ser interminável
o que deixaste abandonado regressa aprende-se depois
quando, por exemplo, a esquecida infância se parece
com certos cães deixados de propósito a muitos quilómetros
que ladram não se percebe como
à porta da velha casa
José Tolentino Mendonça (Madeira, 1965), da A noite abre os meus olhos[La notte apre i miei occhi] (ETS, 2006) –Traduzione di Manuele Masini
Settembre
In quei giorni distanti io vagavo per le macchie
riempivo il fucile di piombo e sparavo
contro il silenzio degli alberi alti
soltanto per assistere allo spettacolo degli uccelli
allo sbaraglio
Sentivo un’esaltazione – della quale oggi provo vergogna
di fronte a immagini che partono:
frammenti rapidi, passaggi, segreti che si spengono
in quei giorni distanti non sospettavo
la vita può essere interminabile
Quel che hai lasciato ritorna – si apprende poi
quando, per esempio, la scordata infanzia assomiglia
a certi cani abbandonati di proposito a molti chilometri
che abbaiano non si capisce come
alla porta della vecchia casa

Palma con palma

José Saramago

José Saramago

Questa notte, dal sogno,
ho preso una stella.
Ma dove nasconderla
quando si sfalda il sonno
e l’uccello del mattino
con becco d’acciaio
m’incide il volto?
Basso è il cielo,
cade neve sui campi,
si disfano
nelle zolle i fiocchi
come i nostri pensieri
in disperse parole.
Il silenzio è l’assenza
di ogni rumore. Resta
il battito del cuore
che oscilla
su sigillate fonti

Silenzi

José  Saramago

José Saramago

Oggi non era giorno di parole,
con mire di poesie o di discorsi,
né c’era strada che fosse nostra.
A definirci bastava solo un atto,
e visto che a parole non mi salvo,
parla per me, silenzio, ch’io non posso.

Là nel cuore del mare

José  Saramago

José Saramago

Là nel cuore del mare, là ai confini
dove nascono i venti, dove il sole
sulle acque dorate si sofferma;
là nello spazio di fonti e di verzura,
d’animali mansueti e terra vergine,
dove cantano uccelli naturali:
amor mio, mia isola scoperta,
da lontano, dalla vita naufragata,
riposo sulle spiagge del tuo ventre,
mentre pian piano le mani del vento,
passando sopra il seno e le colline,
alzano onde di fuoco in movimento.

Ricetta

José  Saramago

José Saramago

Si prenda un poeta non stanco,
Una nuvola di sogno e un fiore,
Tre gocce di tristezza, un riflesso dorato,
Una vena sanguinante di paura.
Quando l’impasto già bolle e si ritorce
Si aggiunga la luce di un corpo di donna,
Da un pizzico di morte rinforzata,
Che un amore di poeta è così.