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Lo scommettitore

 

Abdel Ilahi Salhi

 

Tutto doveva condurti a questo momento:
Chiedi permesso ai tuoi ospiti per una faccenda urgente
Attraversi la sala correndo fra i tavoli del ristorante
Esamini il tuo volto nello specchio del cesso
Realizzando che è l’ora della verità
E che ottenere piacere è una scommessa nella quale dare e avere sono uguali.
Torni al tavolo
Ti getti su di lei e davanti a tutti, improvvisamente, la baci.

Risveglio

 

Abdel Ilahi Salhi

 

Mal di testa martellante
Nervi a fior di pelle
Una scoreggia silenziosa e dolorosa.
E ora, davanti al mio sguardo, si schiera un contingente metallico
Di rimorso sottile
Potenziato da una pattuglia di formiche furenti
Che mi pizzicano la schiena.
Fuori, il rumore del carro della spazzatura
I deliri della mia ex
Le bollette dell’acqua e dell’elettricità
I falsi sentimenti…
E nonostante tutto questo devo radermi in fretta e andare al lavoro.

L’albero di ferro in fiore

Abdellatif Laâbi

Abdellatif Laâbi

Non ho smesso mai di camminare
verso le mie radici di uomo
senza rabdomanti, senza bussola
salvo la mia collera attinta dal polmone del popolo
salvo i miei occhi
che non hanno perso nulla
del disastro delle viuzze
e della scarsità di pane
avevo male alle radici i miei occhi
i miei occhi scrutavano il cimitero dell’orda
l’itinerario di folgorazioni
non ho perso niente, niente omesso
delle sevizie dell’Altro e dei miei
niente, senti
era l’era dei grandi nomadismi
che attizzava il sole nero dell’aggressione
VEVO URGENZA DEL MIO VOLTO D’UOMO
torno da questi sogni
e cammino
dapprima
sulla città
per innalzare la mia requisitoria.