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Messaggio agli amici distanti

Cecília Meireles

Cecília Meireles

Miei amati amici,
non vi aspetto né vi chiamo:
perché vado in altri luoghi.
Ma è certo che vi amo.
Non sempre quelli che sono più vicini
sono della migliore compagnia.
Anche se il sole è nascosto,
tutti sanno quando è giorno.
Lungo il vostro campo immenso,
vado ritagliando le mie scorciatoie.
E’ per il vostro amore che penso
e mi affatico tanto.
Non condannate, per ora,
il mio modo ribelle.
Per liberarmi tanto,
resto vostra prigioniera.
Per quanto lontano possa sembrare,
vi porto nella mia memoria,
vi porto nella mia testa,
meritate la mia speranza.

Canzone amica

Carlos Drummond de Andrade

Carlos Drummond de Andrade

Io preparo una canzone
in cui mia madre si riconosca,
tutte le madri si riconoscano,
e che parli come due occhi.
Cammino per una strada
che passa per molti paesi.
Se non mi vedono, io vedo
e saluto vecchi amici.
Io dissemino un segreto
come chi ama o sorride.
Nella maniera più naturale
due affetti si cercano.
La mia vita, le nostre vite
formano un solo diamante.
Ho imparato nuove parole
e ne ho rese altre più belle.
Io preparo una canzone
che faccia risvegliare gli uomini
e addormentare i bambini.

L’ultimo giorno dell’anno

Carlos Drummond de Andrade

Carlos Drummond de Andrade

L’ultimo giorno dell’anno
non è l’ultimo giorno del tempo.
Altri giorni verranno
ed altre cosce e ventri ti comunicheranno
il calore della vita.
Bacerai bocche, strapperai lettere,
farai viaggi e tanti festeggiamenti
di compleanni, laurea, promozioni, gloria,
una morte dolce con sinfonie e cori,
tanto che il tempo sarà colmo
e non sentirai il clamore,
gli irreparabili ululati
del lupo, nella solitudine.

Lettera

Carlos Drummond de Andrade

Carlos Drummond de Andrade

È molto tempo, si, che non ti scrivo.
Sono invecchiate tutte le notizie.
Sono invecchiato anch’io: guarda, in rilievo,
questi segni su di me, non delle carezze
(così leggere) che mi facevi in viso:
sono ferite, spine, sono ricordi
lasciati dalla vita al tuo bambino, che al tramonto
perde la sapienza dei bambini.
La mancanza che ho di te non è tanto
all’ora di dormire, quando dicevi
“Dio ti benedica”, e la notte si spalancava in sogno.
E quando, allo svegliarmi, vedo a un angolo
La notte accumulata dei miei giorni,
e sento che sono vivo, e che non sogno.