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Il fattorello

Sandro Penna

Sandro Penna

Fra l’alba incerta e la nebbia leggera
contro una siepe fuma il suo zampillo.
Già fuma il caminetto sulla casa
e l’aspetta. S’attarda nell’attesa
egli della padrona. Al vano incontro
il cuore brilla (e incerto lo zampillo
fra la nebbia leggera ad un lontano
timido sole). Ferma la casa aspetta.

I rumori dell’alba

Sandro Penna

Sandro Penna

Come è forte il rumore dell’alba!
Fatto di cose più che di persone.
Lo precede talvolta un fischio breve,
una voce che lieta sfida il giorno.
Ma poi nella città tutto è sommerso.
E la mia stella è quella stella scialba
mia lenta morte senza disperazione.

Forse la giovinezza è solo questo

Sandro Penna

Sandro Penna

Forse la giovinezza è solo questo
perenne amare i sensi e non pentirsi
Forse l’ispirazione è solo un urlo
confuso. Ma entro le colonne della
legge, ridendo si masturba ogni fanciullo.
Appoggio la mia fronte alla ringhiera
gelida del cancello. La mia notte
ascolta dileguare ogni fanciullo.
Arso completamente dalla vita
io vivo in essa felice e dissolto.
La mia pena d’amore non ascolto
più di quanto non curi la ferita.
Forse è meglio soffrire che godere.
O forse tutto è uguale. Anche la neve
è più bella del sole. Ma l’amore…

Era l’alba sui colli, e gli animali

Sandro Penna

Sandro Penna

Era l’alba sui colli, e gli animali
ridavano alla terra i calmi occhi.
Io tornavo alla casa di mia madre.
Il treno dondolava i miei sbadigli
acerbi. E il primo vento era sull’erbe.
Altissimo e confuso, il paradiso
della mia vita non aveva ancora
volto. Ma l’ospite alla terra, nuovo,
già chiedeva l’amore, inginocchiato.
Cadeva la preghiera nella chiusa
casa entro odore di libri di scuola.
Navigavano al vespero felici
gridi di uccelli nel mio cielo d’ansia.