Archivi tag: Pavia

(bramaròn)

Massimo Bocchiola

Anche noi abbiamo visto tante volte
i bramaroni, ricami di brina
sui rami, che diceva nostra madre.
Specialmente nella spianata bassa
prima di Lodi, dove si girava
per l’autostrada. Si sa, erano inverni
differenti (prendeva la corriera
bassa, a soffietto, che dalla Commenda
la portava in città, per l’istituto
magistrale, e infine fu mitragliata
dagli alleati nel ’44).
Aveva due parole per l’inverno:
l’altra indicava il tempo del disgelo
lo sgocciolare del ghiaccio di grondaie
che qui da anni non si vede più.
Massimo Bocchiola (Pavia, 1957), da Le radici nell’aria (Guanda, 2004)

Ancora adesso

Massimo Bocchiola

Basta tenere aperte le finestre
nella bella stagione, per sentire
a tarda notte le stesse sirene
(l’ambulanza che squarcia e poi scompare
dissimulata nelle nostre vene);
cogliere quelle luci, il palpito
sottovuoto dei lidi di Gallipoli.
Scorgere senza montare, appiedata
a eccezione di rari portaordini
per la corsa di pochi metri prima
dell’abisso sicuro, la brigata
in maniche di camicia e moschetti
scarichi, baionetta dell’impero.
Massimo Bocchiola (Pavia), da Mortalissima parte (Guanda, 2007)