Archivi tag: Nostalgia

Sguinzagliare ricordi

Yehuda Amichai

Yehuda Amichai

In questi giorni penso al vento fra i tuoi capelli,
agli anni che fui nel mondo prima di te
e all’eternità che prima di te andrò a incontrare,
ai proiettili che non mi uccisero in battaglia
ma uccisero i miei amici,
di me migliori perché
non vissero oltre come me,
penso a te nuda davanti al fornello d’estate,
sul libro curva per leggere meglio
nella luce morente del giorno.
Vedi, abbiam vissuto più di una vita,
ora dobbiamo pesare ogni cosa
sulla bilancia dei sogni e sguinzagliare
ricordi che divorino ciò che fu il presente.

Mia madre cuoceva ..

Yehuda Amichai

Yehuda Amichai

Mia madre cuoceva nel forno il mondo intero per me
in dolci torte.
La mia amata riempiva la mia finestra
con uva passa di stelle.
E le nostalgie sono racchiuse in me come bolle d’aria
nel pane.
Esternamente sono liscio, silenzioso e bruno.
Il mondo mi ama.
Ma i miei capelli sono tristi come i giunchi nello stagno
che va prosciugandosi.
Tutti i rari uccelli dalle belle piume
fuggono via da me.

(Rileggendo il Nazari e decidendo di lasciarlo sul comodino)

Valentino Ronchi

Valentino Ronchi

Senti questo silenzio? È il principio di ottobre
le cose si perdono, tutte le cose si perdono,
sembre dire. Dove se ne andranno
quei termini di Omero, i calzari di cuoio
annodato, la fibbia d’argento dello scudo
dei Feaci, i Dardani bravi nel corpo a corpo
la paura, che è dolorosa, odiosa, i cavalli solidi
zoccoli e Latona dalla bella chioma? Questa casa
che abito – ne sono passate tre da allora
da quando lo comperai il Dizionario Omerico –
non le sa tutte queste cose, eppure ci abitiamo
da anni. Le nostre vite non hanno che noi
per tenersi insieme. E noi a dire il vero
non è che diamo troppo affidamento.

Il realismo lirico di un flâneur
a cura di Paolo Senna


Metrò

Titos Patrikios

Titos Patrikios

Gli anni poi passeranno
masse di monti e pietra si frapporranno
tutto sarà dimenticato
come si dimentica il cibo quotidiano
che ci tiene in piedi.
Tutto, tranne quell’istante
in cui sul metrò affollato
ti aggrappasti al mio braccio.

Traduzione di Nicola Crocetti

Miseria della poesia

José Emilio Pacheco

José Emilio Pacheco

Mi chiedo che posso farmene di te
adesso che sono passati tanti anni,
sono caduti gli imperi,
la piena ha travolto i giardini,
si sono cancellate le foto
e nei luoghi sacri dell’amore
sorgono negozi e uffici
(con nomi in inglese naturalmente).
Mi chiedo che posso farmene di te
e faccio una pseudopoesia
che tu mai leggerai
– o se la leggi,
invece di una fitta di nostalgia,
provocherà il tuo sorrisetto critico.

Traduzione di Emilio Coco
Quattordici poeti messicani d’oggi. Prima parte
a cura di Emilio Coco