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Adesso che non ci sei più

Raul Montanari

Raul Montanari

Adesso che non ci sei più
è tutto così bello, così chiaro, sai, pulito,
non so se mi capisci
in casa le pareti
mi sembrano persino più dritte,
ho smesso di fumare,
mi sono messo a dieta, non ti credere,
faccio la bella vita
ma senza esagerare,
il cielo stellato sopra di me
la legge morale dentro di me,
vado all’ipermercato ogni tre giorni,
ascolto Ligeti e Stockhausen
ho buttato via le tue cassette
quella merda britpop, come si chiama,
vedo anche donne… scusa, non ne parlo,
ma più che altro
gli amici di una volta
quelli che ti stavano antipatici,
ho ricominciato a leggere,
la tv potrei anche venderla,
la vuoi? Te la regalo
così ti puoi guardare
tutte le tue cazzate,
io la sera leggo
non ti dico cosa, non li conosci, tanto,
la camera da letto è tutta linda,
non c’è più roba in giro, tutto a posto,
fra un mese cambio macchina,
sono anche diventato consigliere
nell’assemblea condominiale,
mi prendo l’autoradio coi cd
visto che tu non sarai lì ad incasinarmeli,
faccio la raccolta dei rifiuti
differenziata, non quel puttanaio
che facevi tu, con le bottiglie
in mezzo alle banane tutte marce,
con le bollette sono puntuale,
ogni tanto penso pure a Dio,
e voto, elezioni, referendum,
non ne perdo una,
i week-end li tengo liberi,
ragazze ne ho parecchie
te l’ho già detto? Non quelle di prima,
facce nuove. Facce… insomma…
Sono diventato più romantico,
mi posso anche permettere
un po’ di nostalgia,
sto così bene adesso che non ho paura
di ripensare a quando stavi qui,
a ottobre farà un anno
da quando sei andata…
abbiamo fatto bene…
così non si poteva continuare,
ah, vado pure a giocare a calcetto
con quel mio amico del “Corriere”,
sai cosa mi sembra?
se devo proprio dirlo
da quanto tu non sei più qui
mi pare che ho più tempo libero, capisci,
telefono a mia madre ogni mattina
fra le otto e le otto e mezza
– a te dava fastidio,
si, mi prendevi in giro –
dovevo sempre dimostrare non so cosa,
ora respiro, aria!, aria!
comunque non ce l’ho con te, tesoro,
eh, mi viene ancora da dirti così,
abbiamo fatto bene a darci un taglio
sei stata fortunata pure in questo,
trovare l’uomo giusto subito, ma subito!,
praticamente il giorno dopo, pressappoco,
o forse il giorno prima, chi lo sa?
E i viaggi in rete che mi faccio, le chat line,
tu non hai idea della gente che si trova,
c’è una che mi piace, è così dolce
e spiritosa poi, anche un po’ troia,
peccato che abbia già due o tre bambini
ma non importa, magari prima o poi…
Mi sembra di rivivere, te lo dico col cuore,
tu non offenderti, ma va meglio così,
gioco a scacchi col computer,
l’altra sera ho pareggiato
però al livello I, bah, c’è tempo
per questo, per tutto,
un mare di tempo a stare soli,
adesso vado in centro a fare un giro,
a volte passo per le vie che sai
dove venivo a prenderti in ufficio
ma non mi fermo, non ti credere, non voglio
metterti in imbarazzo, che magari
viene quell’altro ad aspettarti, e insomma
sto organizzando per andare in Francia
con i miei amici, andiamo per musei,
però… se capita…
ah, e poi il mese prossimo…
Non so, non mi ricordo più che cosa
volevo dirti.

mischiano angelo e primula

Nadia Agustoni

Nadia Agustoni

a Ida Vallerugo
mischiano angelo e primula
le api coi camini
gli aranci
mischiano merlo e vento
tolgono squame ai pesci
l’odore delle case
dicono è sceso
col cielo basso
l’altezza dei boschi
a bruciare
mischiano stelle e bambino
mischiano il cortile con le mele
raccoglieranno l’albero l’uccello
l’acqua
mischieranno nido ghiande neve
al collo avranno campanelli
il vecchio rabbi con le vecchie parole
e la voce montagna
dicono che ora tace
ha lanciato il sasso alla finestra
si è sparso nei vetri il mondo.
Nadia Agustoni (Gibellina, 1964),neIl Segnale N. 96 – 2013

son venuti tempi nuovi

Nadia Agustoni

Nadia Agustoni

L’annuncio di una gita
o di una partitella e noi pensiamo
com’era giocare a pallone la domenica
correndo sui campetti di terra di paese
in un oratorio con il prete e le suore
che ci indicavano ridendo ” ragazzine matte…”
e il dito suonava l’aria.
Son venuti tempi nuovi
un’età in cui il rumore è tutta la vita
e nessuno mostra col dito i bambini
mentre la luce lascia i suoi crolli sul giorno
e si dice che il cuculo porti sfortuna
che non si fa questo o quello
perché il mondo non cambierà,
non un ‘altra volta, non per noi.
Nadia Agustoni (Bergamo, 1964), da Taccuino nero (Le Voci della Luna, 2009)