Novembre

Simon Armitage

Simon Armitage

A piedi verso la casa di riposo dall’auto parcheggiata male
a tua nonna occorrono quattro brevi passi per due dei nostri.
L’abbiamo portata qui a morire e lo sappiamo.
Controlli asciugamani, sapone e i ninnoli di famiglia,
le tagli le unghie, le rimbocchi le coperte ruvide
e lei affonda nella sua incontinenza.
È ora John. Nei loro smorti sorrisi esangui,
nei loro seni cadenti, i cervelli frastornati, le loro calvizie
e anche in noi John: siamo quasi mostri come questi.
Sei a pezzi. Mi dai le chiavi e guido
attraverso il crepuscolo, oltre la famosa stazione
verso casa tua, per stordirci di alcol.
Dentro, avvertiamo il terrore dell’imbrunire che avanza.
Fuori, osserviamo la sera che cede di nuovo,
e lasciamo che accada. Non riusciamo ad aprire bocca.
Ci sono volte in cui il sole brilla e ci sentiamo vivi.
È una delle cosa che dobbiamo tirare fuori, John, da questa vita.