Amnesia – VI – Millenni

Serena Dibiase

Serena Dibiase

ai vestiti non stringi più due taglie
i cartamodelli non sai come cucirli
e non sai più pisciare
ti rivesto con cura nel bagno di questo ristorante
dove servono prosecco blu
e tuo nipote strappa il papillon del battesimo
raccolgo due anelli dal lavandino per darteli
me li ha regalati mio marito questi
lo ricordo con l’aria paralizzata
da autista di autobus
il mio stesso storto naso
i suoi diplomi nascosti nella scatola del tè
torni a svegliarti senza riconoscermi
cadendo e saldando la serratura di casa con una forchetta
ma ti raccolgo fianco a fianco
ora raccontami il versante migliore dell’anamnesi
i dottori non né sapranno niente
accompagnami tu a comprare il pane e il tabacco
insegnami a dimenticare sbagliare il nome
consumando l’eco claudicante che volta la strada
o lo strillo del venditore di limonata
uguale da ventisette anni e da millenni
(da Amnesia dei vivi, Pequod ed., ’15)