Partenze dei migranti

Roberto Dedenaro

Roberto Dedenaro

Coi vetri chiusi si gira
sbarrati finestrini dove mettere i visi
come quelli dei bambini a forma di domande appese
ad asciugare ai fili cosmici di biancherie stellari
file di fluorescenti bellissimi luminari
verdi, verdissime erbe e campi a cui domando
gialli accalorati colori amori stupori.
Si viaggia senza gelosie lasciando i rossi
a brillare, i gialli, i bianchi a sfiorire
Sembra sottrarsi il paesaggio alla risposta
e scendendo per una sosta per ripulire
la trasparenza vetrosa dei finestrini
appannati dai nostri fiati si fa sosta, se nulla osta.
C’è un rumore come un lento respiro
un frullare d’ali di fondo sullo sfondo
io mi chiedo e mi rispondo è il suono
della partenza dei migranti
così senza rimpianti non c’è grido
avvertimento che possa farli tornare indietro
e hai forza a dire che non vi sia un dolore
un aspro sentimento in questo partire
per quella, inesplorata, regione oscura?
dai cui limiti non c’è un viaggiatore?
che sappia tornare se non sottili spettri
ma non sappiamo se non gridare
un forte grido che fermi almeno i vivi