Fingendo la poesia

Giorgio Montanari

Ti ho autorizzato

a sbirciare

fra gli scritti di una vita.

Mi rincuora l’idea

di offrirti un’emozione.

Mi inquieta

avere esposto

a sconosciuti

pagine salvate negli anni,

figlie di pensieri fragili,

frutto di istanti di ispirazione.

Non è facile dipingere

per chi, a fatica, distingue i colori.

È molto arduo cantare

per chi non riconosce le note.

Da bambino

mi è stato insegnato che

i libri non si buttano via.

Se anche tu

hai ricevuto questa indicazione

ti avrò donato l’eternità.

Scrivere è una forma di sensibilità,

è un gioco serio, profondo:

mostrarsi oltre il labirinto

in un imprevedibile equilibrio

dove l’innocenza segue l’esperienza.

Ecco perché,

conscio dei miei limiti,

sto fingendo la poesia.