A Lora

PEJO JAVOROV

PEJO JAVOROV

L’anima mia geme. L’anima mia invoca.
Poiché son come uccello da strale trafitto:
l’anima mia è a morte ferita,
d’amore a morte ferita…
l’anima mia geme. L’anima mia invoca.
Che son, ditemi, incontro e separazione?
Or io vi dico: v’è inferno e angoscia,
e nell’angoscia amore!

Vicini i miraggi, lunga la via.
Stupita sorridente letizia
dell’ingenua avida giovinezza,
della carne ardente e dell’effimera visione…
Vicini i miraggi, lunga la via…
poiché ella sta avanti a me raggiante,
sta, ma chi invoca e geme non ode,
ella: carne e visione effimera!