La visita di Horus

Pasquale Di Palmo

Pasquale Di Palmo

Non mi ricordo se fosse ad ottobre
– tu non avevi ancora dieci mesi –
che Horus si posò
sul davanzale della mia finestra,
restando immobile a fissare
un panorama di alberi scheletriti e cascinali.
Era un esemplare di dimensioni
modeste, poco più grande dei piccioni
che cacciava lungo campi
e argini di questa ragnatela di canali.
Io mi avvicinai cautamente, rimasi
immobile quanto lui,
forse a mezzo metro da lui,
osservando finalmente il dettaglio
delle sue penne tra marrone e cinerino,
l’occhio rotondo e severo rivolto
per un attimo, unica
concessione del dio, al mio stupore,
prima che definitivamente nel vento
del primo pomeriggio si involasse.
Da Ritorno a Sovana (2003)