Molto di marzo

Paolo Febbraro

Paolo Febbraro

Molto, di marzo, è diventato fiume.
La pioggia lo ha allevato il mese intero.
Lo dicevo – fra me – ieri sul ponte
e il Tevere convesso
covava il suo bitume
come la vena d’un mondo anziano.
Quella corrente spossa gli argini,
sorda e sfiancante li slaccia.
Crudele il sole ammetteva i contorni,
ma il liquido li annette senza faccia.
La fusoliera d’un gabbiano
porta la guerra all’aria:
cancella in volo come da un quaderno
il mondo liquefatto in cui va a caccia.
da Fuori per l’inverno, Nottetempo 2014