Le buone notizie

Thich Nhat Hanh

Thich Nhat Hanh

Le buone notizie non vengono stampate.
Le buone notizie le stampiamo noi.
Ne tiriamo un’edizione speciale ogni momento
e vorremmo che la leggessi.
La buona notizia è che sei vivo
e che l’albero di tiglio è ancora lì,
e svetta saldo nel rigido inverno.
La buona notizia è che hai splendidi occhi
che toccano il blu del cielo.
La buona notizia è che
il tuo bambino è lì davanti a te,
e che tu hai due braccia disponibili.

Venti che le primordiali foreste vergini

Nguyen Chi Trung

Nguyen Chi Trung

Venti che le primordiali foreste vergini
sorvolate, al di sopra delle ali dell’albero,
al di sopra della sterpaglia rimasta dell’ultimo deserto
arrivando fino all’alba polverosa,
ora raccolta assieme dentro fogli di carta
che rimangono come unica cosa
di noi, dopo tutto quel lavoro umano,
perché loro ci sopravvivono.
Ecco un foglio che si lamenta
e geme come fosse un ronzio
d’insetti in una notte estiva.
Ecco un foglio che lo stile
dei giorni più gloriosi
tanto tempo fa ha perduto,
ma che ancora non si è esaurito!
Nguyen Chi Trung, daVenti,traduzione di Anna Lombardo, (Samuele Editore, 2014)

Sfasciafamiglie

Ocean Vuong

Ocean Vuong

Così ballavamo: le vesti bianche
delle madri ci traboccavano dai piedi, fine agosto
ci mutava in rosso cupo le mani.  così amavamo:
una bottiglia di vodka e un pomeriggio in soffitta, le tue dita
tra i miei capelli – i miei capelli foresta in fiamme. Ci tappavamo
le orecchie e l’accesso d’ira di tuo padre si mutava
in palpiti del cuore. Quando le nostre labbra si toccavano, il giorno
si serrava in una bara. Nel museo del cuore
due persone senza testa erigono una casa che brucia.
C’era sempre un fucile appeso
al caminetto. Sempre un’altra ora da ammazzare – per poi implorare
un dio di restituircela. Se non la soffitta, la macchina. Se non
la macchina, il sogno. Se non il ragazzo, i suoi vestiti. Se non vivo,
metti giù il telefono. Perché l’anno è un percorso
compiuto in cerchio. Insomma: abbiamo
ballato così: da soli in corpi dormienti. Insomma:
abbiamo amato così: un coltello sulla lingua
che si muta in lingua.