Quello che sei

Pedro Salinas

Pedro Salinas

Quello che sei
mi distrae da quello che dici.
Lanci parole veloci,
pavesate di risa,
invitandomi
ad andare dove mi porteranno.
Non ti presto attenzione, non le seguo:
sto guardando
le labbra da cui sono nate.
Intanto guardi lontano.
Fissi lo sguardo laggiù,
non so in cosa, e già si precipita
a cercarlo la tua anima
affilata, come saetta.
Io non guardo dove guardi:
io ti vedo guardare.
E quando desideri qualcosa
non penso a quello che vuoi
né lo invidio: è il meno.
Ciò che ami oggi, lo desideri;
domani lo dimenticherai per un nuovo amore.
No.
Ti aspetto oltre qualsiasi fine o termine
in ciò che non deve succedere.
Io resto nel puro atto del tuo desiderio,
amandoti.
E non voglio altro
che vederti amare.

Istantanea

José María Álvarez

José María Álvarez

Veli di bruma, lontano, lentamente
attraversati da un sole di avorio liquido.
Il vento muove soavemente i capelli
che cadono sulla tua fronte, e la luce
ti fa chiudere gli occhi, che
per un attimo
mi
guardano. E quel sorriso, appena
accennato, segno
d’amor sereno, in pace, sicuro. In fondo,
nella luce di questa mattina strana,
la bellezza dei cipressi
di San Francesco del Deserto.

Esigenza dell’eta’

Uberto Stabile

Uberto Stabile

Esigenze dell’età
Dicono che l’ultima cosa che si perde è la speranza,
ma se hai perso il senso dell’umorismo,
a che ti serve la speranza?
Ho il doppio dei tuoi anni
dormo la metà di te
fumo tre volte di più
ogni giorno guadagno la pazienza che ogni giorno tu perdi,
e credi ancora che noi siamo anime gemelle…?
Dopo l’amore arriva sempre il sonno
e mentre tu russi io divoro sigarette,
la tua ansia ha un limite
la mia una fine.
Quando perderai il sonno
scoprirai che l’amore è sempre
un’altra cosa,
ciò che per te è un mito
per me è solo una leggenda.
E’ l’età quella che non perdona
non ammette crediti, restituzioni o cessioni,
possiamo condividere una vita
ma della morte dovremo ridere da soli.

(Valencia, 1959)da Cien días de mayo

(Ed. Homoscriptum – México, 2006)

Larra

Luis García Montero

Luis García Montero

Primavera del 1836
Lasciami, pensiero, lasciami,
domani sarò tuo,
tornerò ad essere la tua preda.
Ma oggi,
mentre la luce graffia sugli alberi e chiede
un’opportunità,
voglio che mi accolga l’inutile primavera.

Alla casa del freddo
ritornerò domani, quando il tempo
esponga le sue ragioni
e il cuore domandi
ciò che manca da vedere,
quanti battiti ancora
gli restano prima d’arrestarsi.

Traduzione di Gabriele Morelli

Luis García Montero La poesia complice
a cura di Gabriele Morelli
Fondazione Poesia Onlus 2012


Ombra mia

Luis Cernuda

Luis Cernuda

Lo so che questa immagine
Fissa nella mia mente
Non sei tu, ma è l’ombra
Dell’amore che è in me
Prima che il tempo cessi.
Mi appari ora visibile amor mio,
Da me dotato della stessa grazia
Che mi fa soffrire, piangere, disperare
Di tutto a volte, mentre altre
Mi fa toccare il cielo ancora in vita,
Provando le dolcezze riservate
Solo agli eletti di quell’altro mondo.
E malgrado lo sappia, penso poi
Che senza te, e il raro
Pretesto che mi hai dato,
L’amore mio, che tenero è là fuori,
Oggi dentro di me sarebbe ancora
Addormentato ed in attesa
Di qualcuno che infine, al suo richiamo,
Di gioia lo facesse palpitare.
Allora ti ringrazio e dico:
Per questo venni al mondo, e ad aspettarti;
Per vivere di te, come tu vivi
Di me, anche se non lo sai,
Per questo amore mio così profondo.