Wuthering Heights

José María Álvarez

José María Álvarez

Fai portare
quanto t’è necessario. Non uscire.
Perché? Non ci sono luoghi
dov’essere felice.
Gli affari che ti danno
da vivere, risolvili al telefono. O scrivi
lettere, queste agli amici,
nel tuo stile migliore.
Di tanto in tanto, guarda
se arde la città. Tieni pulita
la tua 38. Cura
scrupoloso i tuoi rosai.
E sii orgoglioso se
gli uccelli fanno il nido
nel tuo giardino, che offre pace.
Sotto i suoi alberi aspetta la sera
e contempla il crepuscolo. Ringrazia
gli dèi per questa
magica stanza, per il giorno
vissuto, per i libri, la musica, i quadri
che salvi dalla Morte.
E quando pietra o pallottola romperà i vetri,
non alzare gli occhi
da quello che t’occupa; anzi, persi
nel paesaggio bellissimo dei tuoi libri
scegli l’edizione
più bella di Treasure Island.
E mentre popolino e soldataglia
con la stessa viltà si accoltellano,
tu leggi sereno, ascolta Rubinstein
interpretare Chopin. Accarezza
il tuo cane sulla fronte.
E a notte alta
dirigi i tuoi passi verso il sonno.

Ti sta vedendo l’altra

Pedro Salinas

Pedro Salinas

Ti si sta vedendo l’altra.
Somiglia a te:
i passi, la stessa fronte aggrondata,
gli stessi tacchi alti
tutti macchiati di stelle.
Quando andrete per la strada
insieme, tutte e due,
che difficile sapere
chi sei, chi non sei tu!
Così uguali ormai, che sarà
impossibile continuare a vivere
così, essendo tanto uguali.
E siccome tu sei la fragile,
quella che appena esiste, tenerissima,
sei tu a dover morire.
Tu lascerai che ti uccida,
che continui a vivere lei,
la falsa tu, menzognera,
ma a te così somigliante
che nessuno ricorderà
tranne me, ciò che eri.
E verrà un giorno
– perché verrà, sì, verrà –
in cui guardandomi negli occhi
tu vedrai
che penso a lei e che la amo:
e vedrai che non sei tu.

Serenità

Leopoldo María Panero

Leopoldo María Panero

A Martin Heidegger
Ci sono due cose soltanto:
il mio volto sfigurato
e la durezza della pietra.
La coscienza s’infiamma solamente
quando l’essere le si oppone:
ed è così che ogni conoscenza
e la matrice di ogni figura
è una ferita,
ed immortale è solo
chi piange.
E la notte, madre del sapere
ha la forma interminabile del pianto.
Traduzione di Alesssandro De Francesco

Poesia n. 273 Luglio/Agosto 2012
Leopoldo María Panero. La poesia della crudeltà
a cura di Alesssandro De Francesco

 




Qui sono io

Leopoldo Marìa Panero

Leopoldo Marìa Panero

Qui sono io, Leopoldo Marìa Panero
figlio di padre ubriaco
e fratello di un suicida
perseguitato da uccelli e ricordi
che mi insidiano ogni mattina
nascosti in cespugli
gridando che finisca la memoria
e il ricordo divenga azzurro, e gema
pregando il niente perché muoia.

(Madrid, 1948)  da Peter Pan non è che un nome (Il ponte del sale, 2011)