Ljubjana

Peter Semolič

Peter Semolič

Mi ha turbato
di non sapere
in quale senso corre il fiume
della mia città natale.
Sedevamo sulla riva
sinistra o sulla destra
quando smaniavo
di ottenere un posto
nel tuo letto
e assieme l’assoluzione
per il mio cuore?
Tu sapevi tutto questo.
Hai detto: “Niente giochetti.
L’amore si muove
in armonia con la sua
natura. Come il fiume”.
Quando te ne sei andata,
non sapevo stabilire
la tua direzione.
Andavi verso la fonte,
verso la foce?
Dove dovrei cercarti…
Voglio credere che il mondo
finisca da qualche parte e che là
tutte le acque precipitino
fragorose in un abisso
senza fondo.

Nič o ljubezni

Lucija Stupica

Lucija Stupica

Kako to razumem?
Da brcam v meglo,
a se dotikam.
Vem, nekaj je, nečesa ni.
Pa vendar je lastovka,
vrača se vsakič znova
in se vsakič znova skozi kopreno
obrača k svojim prisluškovalcem.
Ker je James Tate Finec,
sem lahko Španka s predrobno
nogo in drhtečim krilom.
In ob vsem tem še nisem nič
rekla o ljubezni.
Lucija Stupica (JelÏah, 1971), da Decametron. Dieci poeti sloveni contemporanei (Litterae Slovenicae, 2009) –Traduzione di Michele Obit.

Niente sull’amore

Come lo spiego?
Che tiro calci alla nebbia,
ma sfioro qualcosa.
Lo so, qualcosa c’è e non c’è.
E comunque è una rondine,
fa ritorno di nuovo e ancora
ed ogni volta di nuovo attraverso il velo
si volge a chi sta in suo ascolto.
Se James Tate è finlandese,
io posso essere spagnola con una gamba
troppo esile e la gonna tremolante.
E in mezzo a tutto questo non ho ancora
detto niente sull’amore.

Domanda

Miljana Cunta

Miljana Cunta

br>Quando la sera, prima di addormentarmi,
domando chi sei
e chi ti ha lasciato nella mia casa,
sorridi.
Sogno grandi porte,
come un libro si schiudono
nella dimora.
Sento la tua voce
che risveglia in me segni
sconosciuti. Con tutto il corpo
mi appoggio alle copertine
ma di fronte alla porta sono
piccola e debole.
Come, piccola e debole,
posso preservare il silenzio?
Mi risveglio, rivoli di sudore densi,
e tu sei ancora qui.
Di nuovo ti domando chi sei
e chi ti ha lasciato nella mia casa,
ma sorridi,
sta parlando nel sonno, pensi.
Miljana Cunta (1976), da Per metà del cielo (Thauma, 2013) – Traduzione di Michele Obit

Marko Kravos consiglia Marko Kravos

Marko Kravos

Marko Kravos

Sol na Jezik
Tri zrna soli v usta, na jezik
in z jezikom preko zob in ustnic:
sol še bližnji smrti podeli
okus po ljubezni.
Vrzi, vrzi belo sol v morje,
naj se k rodni vodi vrne,
naj se navzame modrine.
Sol se topi, a ne mine.
Marko Kravos (Trieste, 1943), daSale sulla lingua /Sol na jezik(ZTT-EST, 2013)

Sale sulla lingua

Tre grani di sale in bocca, sulla lingua
e sfiorare con la lingua denti e labbra:
anche alla devota morte il sale
concede gusto d’amore.
Getta getta in mare il bianco sale,
rendilo alla madre acqua
che lo impregni del suo blu.
Il sale si scioglie, e non scompare.
La poesia
Sale sulla lingua /Sol na jezik
ha dato nome alla raccolta poetica pubblicata bilingue in sloveno e italiano dalla ZTT-EST di Trieste nel 2013.
La trasparenza dei concetti e la dizione essenziale si richiamano alla tradizione letteraria popolare, qualche cenno ripropone legami con la lirica antica greca, il motivo eros thanatos p.es. Ma principalmente gli otto versi esprimono l’inclinazione dell’autore alla percezione sensuale della vita, (bocca, lingua, denti, labbra; senso olfattivo, senso del gusto) privilegiando la sfera emozionale nella costituzione dell’essere uomo, i sentimenti all’intellettualità, il microcosmo quotidiano alla trascendenza macrocosmica.
Se è una poesia d’amore oppure una dichiarazione di fiducia panteistica nella vita neppure l’autore Marko Kravos (1943, Trieste) lo sa. (Marko Kravos)