Sulle ginocchia ninno

Mila Kacic

 

Mila Kacic

 

Sulle ginocchia ninno
la vita
che piange,
piange a dirotto,
cosí perduta,
dimenticata,
sciupata
e misconosciuta.
È inconsolabile.
Ma cosa vuole ancora?
Eppure l’ombra della felicità
ha sfiorato
questa smorfiosa viziata,
esigente,
puerile
e ridicola.
Mi chinerò
profondamente, profondamente
perché una buona volta mi cada dal grembo.

Come un miracolo

Mila Kacic

 

Mila Kacic

 

È come un miracolo il contatto di due pelli,
la percezione di un profumo
che è anche il tuo profumo,
lo aspiri con le narici dilatate
per non scordarlo mai più.
È come un miracolo la mano che
scivola carezzevole sulla tua spalla,
sui seni
che non sono altro
che attesa.
Una mano che si fa strada
oltre il ventre, là
dove può andare solo chi
è il tuo uomo,
da sempre una parte di te
che vuole solo visitare i suoi paesaggi.
Il contatto di due pelli
è come una unione,
è desiderio
ed è appagamento.
Ma peggio della morte
è quando nessuno più
ti tocca.

Nostalgia

Mila Kacic

 

Mila Kacic

 

Negli anni lontani della fanciullezza
l’ho udita per la prima volta.
Mi son detta:
È una parola che canta!

Nostalgia…

Siedo su una roccia
in una piccola rada,
sulla roccia
del nostro ultimo
incontro amoroso.
Ora conosco il suo significato.

Nostalgia…

Come collo di donna
che in tristezza ha piegato il capo,
sul mare s’inarca
una vigna.

Il sentiero del mio continuo
e vano errare
le si è inciso nel vivo.
Perciò è aspro
questo vino
e il sole
non gli suggerà mai del tutto
il suo sapore d’amaro.

In cima alla vigna
c’è la tua casa.
Senza di te.

Nostalgia…

Parola che piange.

Quando moriro’

Mila Kacic

 

Mila Kacic

 

Quando morirò
non chiudermi gli occhi.
Voglio vedere
il mio nome
appeso alle tue labbra
come una pesante goccia d’amarezza.

Sarai sempre attratto e conteso
da me
e dai marmi da scolpire.

Voglio vedere
la mia morta immagine
sepolta nei tuoi occhi,
la tua mano
ansiosa di trattenere
le ore perdute.

No, non chiudermi gli occhi
quando morirò,
perché io veda
almeno una volta
il tuo rimpianto.

Spine

Mila Kacic

 

Mila Kacic

 

Nere spine di dolore –
all’imbrunire
centuplicano le punte.

Rosse spine di desiderio –
di notte
gli aculei penetrano più a fondo.

Bianche spine di disinganno –
all’alba
concentrano il loro veleno.

Spine
che mai conoscono pietà.

I fiori accanto
sono belle menzogne.
Mascherano.
Come il sorriso
un brutto pensiero.

O nere spine dei tramonti!
O rosse spine notturne!
O bianche spine di albe disperate!

Nei giorni di solutudine

Mila Kacic

 

Mila Kacic

 

Nei giorni di solitudine
cercami tra le cose
che si possono dare per amore.
Nel volo primaverile degli uccelli,
nelle nubi e nel tramonto
sanguigno,
mentre si fonde con il sole.
Nei falò estivi,
tremolanti,
quando li inghiotte
il buio del cielo.
Nella furia dei venti,
intrecciati tra loro
e nei rami degli alberi,
mani che abbracciano.
In tutto mi trovi.
Quando t’immergi nell’acqua,
cercami nell’onda
e m’insinuerò tra le tue gambe.
La conchiglia
che si è attaccata allo scoglio
e non lo lascia più
sono io.
Cercami nel fruscio delle erbe
che il vento piega
e gli si abbandonano estatiche,
mi trovi nelle radici
che invadono il cuore della terra.
In tutte le cose
che si possono dare per amore
e per amore prendono,
cercami.
Dovunque sono io,
è il mio amore.

Vivi anche cosi’

Mila Kacic

 

Mila Kacic

 

Vivi anche così
Ma a stento
Prigioniero dei tuoi rodimenti
giri a vuoto
L’uscita
è murata da tempo

Ascolti i passi di gente felice
e reprimi l’atroce tristezza
perché le sue metastasi
non invadano l’ultima fibra
del tuo essere
che tenta ancora
di difendersi

Anche se vivi a stento
nella mente confusa talvolta fiorisce
la rosa del ricordo
È una droga
Una droga…

Per un’ora ti trasporta
in plaghe conosciute
quasi dimenticate
ma intanto nel tuo intimo
la cornacchia costruisce un nido
ancora più solido

Se ti chiama l’amore

Mila Kacic

 

Mila Kacic

 

Se ti chiama l’amore
ascoltalo
Forse
senti per l’ultima volta
la sua voce allettante
Risveglierà in te fremiti
assopiti
tenerezze
da tempo seppellite
Non hai nessuno a cui darle
Sono ormai solo ricordo
e tormento
Ascoltalo attentamente
Troppo presto ti abbraccerà
il lungo
e vuoto
silenzio
Non aspetterai
che il richiamo
della Terra
Tendi l’orecchio
se ti chiama l’Amore

Cercami

Mila Kacic

 

Mila Kacic

 

Nei giorni di solitudine
cercami tra le cose
che si possono dare per amore. Nel volo primaverile degli uccelli,
nelle nubi e nel tramonto
sanguigno,
mentre si fonde con il sole.
Nei falò estivi,
tremolanti,
quando li inghiotte
il buio del cielo.
Nella furia dei venti,
intrecciati tra loro
e nei rami degli alberi,
mani che abbracciano.
In tutto mi trovi.
Quando t’immergi nell’acqua,
cercami nell’onda
e m’insinuerò tra le tue gambe.
La conchiglia
che si è attaccata allo scoglio
e non lo lascia più
sono io.
Cercami nel fruscio delle erbe
che il vento piega
e gli si abbandonano estatiche,
mi trovi nelle radici
che invadono il cuore della terra.
In tutte le cose
che si possono dare per amore
e per amore prendono,
cercami.
Dovunque sono io,
è il mio amore.

Ljubjana

Peter Semolič

Peter Semolič

Mi ha turbato
di non sapere
in quale senso corre il fiume
della mia città natale.
Sedevamo sulla riva
sinistra o sulla destra
quando smaniavo
di ottenere un posto
nel tuo letto
e assieme l’assoluzione
per il mio cuore?
Tu sapevi tutto questo.
Hai detto: “Niente giochetti.
L’amore si muove
in armonia con la sua
natura. Come il fiume”.
Quando te ne sei andata,
non sapevo stabilire
la tua direzione.
Andavi verso la fonte,
verso la foce?
Dove dovrei cercarti…
Voglio credere che il mondo
finisca da qualche parte e che là
tutte le acque precipitino
fragorose in un abisso
senza fondo.