Se avessi saputo

Nizar Qabbani

Nizar Qabbani

Se avessi saputo che l’amore è così pericoloso
non mi sarei innamorato
Se avessi saputo che il mare è così profondo
non sarei mai andato a nuotare
Se avessi immaginato la fine
non avrei mai iniziato
Ho nostalgia di te
Insegnami a non averla
Insegnami come estirpare le radici di questo amore profondo
Insegnami come muore la lacrima sul viso
Insegnami come muore il cuore e a uccidere il desiderio di vederti
Se sei un profeta
liberami da questo incantesimo.

Richiamo

Faraj Bayraqdar

Faraj Bayraqdar

Il tuo richiamo di colomba mi insegue la sera.
Inseguimi allora.
È come il vino della poesia quando mi chiami
e io per causa tua
spingo i cavalli alle lacrime
piego le ali agli uccelli
vado al di là del canto.
Il tuo richiamo è un’altalena
e la distanza uno stretto
uno stretto nell’assenza.
L’albero del cuore basta
se cade la nostra brezza
e cadiamo con lei?
È fatto del nostro sangue l’albero del cuore
o è solo illusione?
Una domanda che mi ossessiona meteora dopo meteora
una rosa due rose
mi dormono sul braccio
e l’alba s’insinua azzurra
perché si bagni la rugiada
perché io la veda.
Per questa domanda gazzella
per quel che ci terrà imprigionati
nella rete della risposta
perché il cielo non si restringa.
Libererò uno stormo di giovani colombe
e aprirò le mie mura al loro domani.
Se mi annegheranno nel richiamo
annegherò
e se mi sveglieranno
lascerò aperta la finestra del sogno
e dormirò.

Traduzione di Elena Chiti

Poesia n. 313 Marzo 2016
Faraj Bayraqdar. Una colomba ad ali spiegate
a cura di Elena Chiti

 

 

 

 




Pagina del Sole Buffone

Adonis

Adonis

Il posto della testa non è la testa, ma l’ombelico
spesso è tra le gambe,
a volte l’inverno se ne va, ma il gelo rimane,
viene la primavera ma non i fiori,
a volte l’autunno è a settembre e l’estate a maggio,
dalla polvere s’innalza il ponte del sole,
dalla pioggia vengono le radici del fango.
Adonis (Qassabīn,1930), da Singolare in forma di plurale (Guanda, 2014)

Seconda pagina

Adonis

Adonis

Cerca un Oriente che lava la luce e annuncia:
non sei dove sei ma dove non sei,
non nel sonno ma nell’insonnia,
fa’ che il sonno dorma,
l’insonnia sia insonne,
che ciò che non sei distrugga ciò che sei,
distruggi ciò che sei
per costruire ciò che sei,
e per iniziare:
sii il dado
sii il lancio dei dadi.
Adonis(Qassabīn,1930), daSingolare in forma di plurale(Guanda, 2014)

Due sigilli

Faraj Bayraqdar

Faraj Bayraqdar

Non è una farfalla soffocata
per ridestargli il cuore
una campana di fiori di melograno.
Non è altro che lui
che forse le dice:
smetti farfalla azzurra
smetti mia nostalgia
di non avere approdo.
L’ombra si appoggia agli alberi
e i ricordi alla fatica.
Non sei rovine perché ti pianga
né i poeti mi somigliano quando piangono.
Riportami la brezza
che è passata sul grano
la brezza signora dei campi
la brezza signora dei cavalli
la brezza signora dei giunchi.

Danza sul filo

Adel Karasholi

Adel Karasholi

Danza sul filo
E così mi parlò Abdullah
L’ignoto è alla tua destra
E l’ignoto è alla tua sinistra
Perché stai danzando su un filo
E disse
La domanda è d’intralcio per la domanda
Così pure la risposta per la risposta
Perché stai danzando su un filo
E disse
Né l’Oriente è Oriente
Né l’Occidente è Occidente dentro di te
Perché stai danzando su un filo
E disse
Chiudi gli occhi
E corri più veloce che puoi
Perché stai danzando su un filo
Traduzione di Lorenzo Mari