XVI

Kenneth White

Kenneth White

il ciottolo di pietra
rugosa e senza grazia
la scatola ruvida e scialba
sii spacca
e rivela
l’incantevole cristallo di agata
il masso
spezzato a metà
mostra
uno strato blu brillante d’ametista –
c’è un principio
di bellezza e ordine
nel cuore del caos
dentro la vita c’è la vita.
Kenneth White (Glasgow, 1936) da Lungo la costa (Amos edizioni, 2005)
the pebble of rough
and unprepossessing stone
the harsh dull case
splits open
to reveal
the lovely agate crystal
the boulder
cut asunder
shows
a blue-gleaming layer of amethyst –
there is a principle
of beauty and order
at the heart of chaos
within life there is life.

Estasi

Carol Ann Duffy

Carol Ann Duffy

Nei tuoi pensieri tutto il giorno, tu nei miei.
Gli uccelli cantano al riparo di un albero.
Sopra la preghiera della pioggia, un blu sterminato,
non il paradiso, che non va da nessuna parte, senza fine.
Perché mai le nostre vite si allontanano
da noi stesse, mentre rimaniamo intrappolate nel tempo,
in fila verso la morte? Sembra che nulla possa mutare
lo schema dei nostri giorni

Parole, notte estesa

Carol Ann Duffy

Carol Ann Duffy

Da qualche parte al di là di questa notte estesa
e dello spazio che ci separa, ti penso.
La stanza si allontana lenta dalla luna.
E’ piacevole. O dovrei cancellarlo e dire
che è triste? In uno dei tempi intono
un impossibile canto di desiderio che tu non senti.
La lala la. Vedi? Chiudo gli occhi e immagino
i cupi colli che dovrei attraversare
per raggiungerti. Perché sono innamorata di te
e questo è ciò che si prova, almeno a parole.
(Traduzione di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera)

Alcuni come il girasole

Kenneth White

Kenneth White

Alcuni come il girasole
rivolgono il loro fiore al sole
alcuni fioriscono solo con l’oscurità
come il cereo
che attende la mezzanotte
o il convolvolo
che spiega
i suoi petali lunari
al tramonto del sole
forse la semplicità
dell’anemone di bosco
la sua serenità
il suo accesso diretto
all’energia del sole
e alla ricchezza della terra
avrebbero potuto evolvere
un cervello più pieno e più quieto
che l’urgenza dell’esistenza animale
dalla quale da sempre dipendiamo.

Incantesimo

Kate Clanchy

Kate Clanchy

Se, al tuo scrittoio, metti da parte il lavoro,
prendi giù un libro, cerchi questi versi
e leggi che io sto lì in ginocchio, l’orecchio
contro il tuo petto dove i muscoli
si inarcano come grossi tomi che si aprono, in curve
di gabbiani, attraverso le onde sonore del tuo cuore,
e che mi passi le dita fra i capelli,
sfilando dalla massa ribelle ciocche
sottili come segnalibri di seta scarlatta,
e mi accarezzi le guance come se lisciassi
veline tra rigide illustrazioni,
e mi tiri verso di te
per leggermi solo negli occhi, vedrai,
in monocromo argento, te stesso,
seduto al tuo scrittoio, prendere giù un libro,
cercare questi versi, e allora, amore,
non saprai chi di noi due legge
ora, chi scrive, e chi è scritto.

Patagonia

Kate Clanchy

Kate Clanchy

Dissi forse la Patagonia, e immaginavo
una penisola, grande abbastanza
per un paio di sedie a sdraio
su cui dondolare nell’alta marea. Pensavo
a noi in un freddo mozzafiato, davanti
a un orizzonte tondo come una moneta, avvolti
nell’intreccio del ripiglino che i gabbiani giocano
dal mare fino al sole. Pensavo di aspettare
finché le onde non si fossero addormentate
dalla noia, f