Stenditoi

Lucía Rivadeneyra

Lucía Rivadeneyra

Non patire d’insonnia, piuttosto vieni
e conosci la terrazza di casa mia.
sali senza paura. Godi.
Cerca gatti grigi accarezzali.
Avvilùppati in qualche ragnatela.
Orina nelle bottiglie polverose.
Scopri stenditoi odorosi,
appèndivi desideri  come lenzuola.
Coccola i reggiseno,
palpane i fondi con fervore suicida,
scova nelle tasche di gonne e camicette.
Sorridi, grida, trema.
Trova la luna tra le calze nere
E quando sarai assetato
Bevi il mare delle mie mutandine.

Miseria della poesia

José Emilio Pacheco

José Emilio Pacheco

Mi chiedo che posso farmene di te
adesso che sono passati tanti anni,
sono caduti gli imperi,
la piena ha travolto i giardini,
si sono cancellate le foto
e nei luoghi sacri dell’amore
sorgono negozi e uffici
(con nomi in inglese naturalmente).
Mi chiedo che posso farmene di te
e faccio una pseudopoesia
che tu mai leggerai
– o se la leggi,
invece di una fitta di nostalgia,
provocherà il tuo sorrisetto critico.

Traduzione di Emilio Coco
Quattordici poeti messicani d’oggi. Prima parte
a cura di Emilio Coco


Quest’ora

Octavio Paz

Octavio Paz

Quest’ora ha la forma di una pausa
La pausa ha la tua forma
Tu hai la forma di una fontana
non d’acqua ma di tempo
In cima allo zampillo della fonte
saltano i miei pezzi:
fui sono non sono ancora
La mia vita non pesa
Il passato si assottiglia
Il futuro è un po’ d’acqua nei tuoi occhi.

Quelli che amano

Jaime Sabines

Jaime Sabines

Quelli che amano tacciono.
L’amore è il silenzio più fine,
il più tremante, il più insopportabile.
Quelli che amano cercano,
sono quelli che lasciano perdere
sono quelli che cambiano, quelli che dimenticano.
Il cuore dice loro che non troveranno mai,
non trovano, cercano.

Solidarietà

Lucía Rivadeneyra

Lucía Rivadeneyra

Mi sono affezionata all’attaccapanni
perché riceve con umiltà
la tua giacca, la tua camicia, i tuoi pantaloni.
È il mio complice più fedele
perché bada con zelo ai tuoi abiti quando mi ami.
Non dice che li accarezzo mentre dormi
né che alle loro asole abbottono i miei sogni.
L’attaccapanni soffre con me
se stacchi i tuoi indumenti per andartene
a camminare senza grinze per le strade