La luce del giorno

Tahar Ben Jelloun

 

Tahar Ben Jelloun

 

La luce del giorno lentamente traccia sul
campo pudico di terra bianca il contorno di un
corpo amoroso.
Sul corpo nudo scivola la brezza del mattino.
Un vento breve drizza il seno
poi le anche. Sulla cima del ginocchio
impazzisce l’uccello del paradiso.
È un cuore che palpita
o è la terra che si spazientisce?
Il desiderio si è disteso nel letto del fiume lontano.
Corpo d’amore
brace di luce
attendi la notte per l’amplesso solitario.
Son io che ti invento
ti guardo fremere e muovere
la tempesta ti gonfia le labbra e t’irrigidisce il busto
una palma si china sui tuoi capelli che spandono fuoco
ti so fiume, leggenda e musica.
Ma il tramonto ti ha spento,
ultima stella che accompagnava il sole.
Giunta la notte, nessun pensiero ti esalta.
Questa è la solitudine:
un corpo appena nominato è portato via dalle parole.

Io non io

Muhammad Bennis

 

Muhammad Bennis

 

ono l’amante andaluso che indu”ia tra i piaceri dell’unionee i rantolii della separazioneconosco bene il oranosono il cordoanoche abbandona o”ni ministero e sultano.4ono stato educato tra i seni delle donnesono cresciuto tra le palme delle loro mani mi hanno inse”nato la poesia, la scrittura e il oranodai loro se”reti ho imparato ci: che altri non arebbero appreso#ico la morte  pi semplice della separazioneuesto  il mio modo di rielare alla “ente che ha passionea Ba”hdad, a +esa ordoaa 5araC!na Dharaa Tan”eri e As&ahandi accompa”nare le lacrime &ino al brucioredi benedire la rosa tra un’amante e un amatoe ti scriodi uesto seme che basta a chiunue sia tra i sentieri dell’udito e la istain presenza della &ollia.

Risveglio

 

Abdel Ilahi Salhi

 

Mal di testa martellante
Nervi a fior di pelle
Una scoreggia silenziosa e dolorosa.
E ora, davanti al mio sguardo, si schiera un contingente metallico
Di rimorso sottile
Potenziato da una pattuglia di formiche furenti
Che mi pizzicano la schiena.
Fuori, il rumore del carro della spazzatura
I deliri della mia ex
Le bollette dell’acqua e dell’elettricità
I falsi sentimenti…
E nonostante tutto questo devo radermi in fretta e andare al lavoro.

Lo scommettitore

 

Abdel Ilahi Salhi

 

Tutto doveva condurti a questo momento:
Chiedi permesso ai tuoi ospiti per una faccenda urgente
Attraversi la sala correndo fra i tavoli del ristorante
Esamini il tuo volto nello specchio del cesso
Realizzando che è l’ora della verità
E che ottenere piacere è una scommessa nella quale dare e avere sono uguali.
Torni al tavolo
Ti getti su di lei e davanti a tutti, improvvisamente, la baci.

Solitudine

 

Abdel Ilahi Salhi

 

Settecemtomila donne vivono sole a Parigi
La loro età è tra i trenta e i quaranta
Nubili, divorziate o
Madri.
La voce dell’annunciatore era neutrale
Biascicava questo semplice numero fra gli altri dettagli della vita moderna
In coda al telegiornale.
Settecentomila donne sole
Uomo!
E tu torturi te stesso davanti allo schermo del computer da ore
In cerca di una frase appropriata che esprima il male di vivere senza una donna.

L’albero di ferro in fiore

Abdellatif Laâbi

Abdellatif Laâbi

Non ho smesso mai di camminare
verso le mie radici di uomo
senza rabdomanti, senza bussola
salvo la mia collera attinta dal polmone del popolo
salvo i miei occhi
che non hanno perso nulla
del disastro delle viuzze
e della scarsità di pane
avevo male alle radici i miei occhi
i miei occhi scrutavano il cimitero dell’orda
l’itinerario di folgorazioni
non ho perso niente, niente omesso
delle sevizie dell’Altro e dei miei
niente, senti
era l’era dei grandi nomadismi
che attizzava il sole nero dell’aggressione
VEVO URGENZA DEL MIO VOLTO D’UOMO
torno da questi sogni
e cammino
dapprima
sulla città
per innalzare la mia requisitoria.