Primal

Tom Petsinis

Tom Petsinis

Primigenio
Per conoscere una lingua dall’interno,
Come questa casa, come la serratura
Che infili al primo colpo nel buio,
Come l’interruttore che riconosci al tatto,
Rinuncia ai tuoi libri rilegati
Trova l’origine della parola.
Sotto gli alti e i bassi del discorso,
C’è la forza che muove i fiumi
Che plasmò l’argilla scivolosa
Creando un orifizio per il vento,
Che fischiò e fischiò
Finché una bocca emerse e urlò.
L’ordine che creò la luce
Non fu prova di ciò che può la volontà
Ma un lungo grido disperato
Decifrato più tardi in sillabe:
Il bisogno di un dio di essere definito a pieno
Dall’estensione dell’universo.
La necessità che spinge una pietra
A essere cosa sola col suo nome
È come l’istinto che urla
Per il silenzio del petto –
Vocali galattiche che sostengono la vita
E danno forza alla lirica.
Conosci una lingua nel profondo
Quando sei strappato alla tua lingua madre
E vivi l’esilio dell’essere senza parole:
Un migrante o rifugiato
Che vuole essere capito,
Allungando una mano segnata, eloquente.

Luce e polvere

Nikola Madzirov

Nikola Madzirov

Nello spazio fra
le quattro stagioni ti troverò,
quando si portano a passeggio i bambini
e le anime sono rese
come piatti sporchi
in una mensa operaia.
Non siamo una religione
e nessuno crede nelle
nostre sacre scritture.
I nostri sguardi si nascondono
fra le pieghe delle tende
che fanno filtrare le preghiere d’altri
e la luce cadente.
Si toccheranno i nostri angeli
quando ci abbracciamo
nell’oscurità, qualcuno accenderà una candela
per proclamare un regno?
Siamo la luce di un fiammifero bruciato
che al toccarlo
diviene polvere.
Traduzione di Piero Salabè

Poesia n. 290 Febbraio 2014
Nikola Madzirov. Aspettando il vento
a cura di Piero Salabè