Ricordo

Khalil Gibran

Khalil Gibran

Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo
svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.

Sono molte le civette

Khalil Gibran

Khalil Gibran

Sono molte le civette
che non sanno altri canti
oltre le proprie strida.
Li conosciamo, tu ed io,
gli impostori che rendono onore
solo a un più grande impostore,
e portano al mercato
la propria testa in un cesto
per venderla al primo che passa.
Conosciamo il pigmeo
che insulta l’uomo del cielo.
E sappiamo
cosa dice la mala erba
della quercia e del cedro.
So dello spaventapasseri:
le sue sporche e lacere vesti
si agitano sul grano
e al vento sonoro.
So del ragno senz’ali:
è per gli esseri alati
che intreccia la rete.
Conosco gli abili suonatori
di corno e di tamburo,
che nel loro frastuono
non sentono l’allodola
né il vento di Levante nella foresta.
Conosco quelli che remano
contro ogni corrente
senza trovare mai la sorgente,
e percorrono tutti i fiumi
senza osare mai avventurarsi nel mare.

Il supremo coraggio dell’amore

Khalil Gibran

Khalil Gibran

Dammi il supremo coraggio dell’amore,
questa è la mia preghiera:
di agire,
di soffrire,
di lasciare tutte le cose
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami a rialzarmi
ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore,
questa  è  la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta
nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l’offesa
ma disdegna di ripagarla con l’offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo.

Silenzio

Khalil Gibran

Khalil Gibran

Il silenzio è pena;
ma nel silenzio
le cose prendono forma,
e noi dobbiamo aspettare e vegliare.
In noi,
nel nostro intimo segreto,
si trova l’elemento consapevole
che vede e sente
ciò che noi non vediamo nè sentiamo.
Tutte le nostre percezioni,
tutte le azioni da noi compiute,
tutto ciò che siamo oggi,
un tempo dimoravamo
in quei recessi silenziosi e coscienti,
sala del tesoro dell’anima.
Siamo
più di quel che pensiam.
Siamo più di quel che sappiamo.
Ciò che è
più di quel che pensiamo e sappiamo
vive in continuo anelito e ci accresce
mentre noi non facciamo nulla
– o così crediamo.
Ma essere coscienti
di quel che si svolge nel nostro intimo
significa contribuire al suo svolgersi.
Quando il subconscio diventa coscienza,
i semi del nostro io
immerso nell’inverno
diventano fiori,
e la vita silenziosa che è in noi
canta in tutta la sua potenza.

Calore

Khalil Gibran

Khalil Gibran

Sono nel bisogno, sì,
nel bisogno più disperato,
ma non d’oro o d’argento.
Ho bisogno di un rifugio.
Ho bisogno di un luogo
ove posare il capo e i pensieri.
Ho cercato in ogni locanda,
e ho bussato a ogni porta,
ma invano.
Sono entrato in ogni negozio,
ma nessuno si è dato pena di servirmi.
Non sono affamato: sono ferito,
Non sono stanco: sono deluso.
Non cerco un tetto: cerco una dimora umana.
Ho bussato alla tua porta mille volte,
e non ho ricevuto risposta.

Nella follia

Joumana Haddad

Joumana Haddad

Nella Follia
Catturare il firmamento e lambire le nubi
Prendere in prestito la bufera
Lasciandomi alle spalle le lacrime zampillanti
Lacrime zampillanti
E me ne andrò.
Non inseguire l’equilibrio
Non soffocare le grida
Danzare sull’acqua
Dirigendomi verso l’altra sponda
Libera o schiava
Non importa!
Guadare il fiume.
Quando verrà il momento
farfalla notturna
Deporre la dolcezza che ormai mi ha annoiata
Deporre l’abito imbizzarrito invano
E dare fuoco al passato
Per ritornare liscia come la terra vista da lontano
E girare da sola
Intorno alla luna.
Ridere e le mie risate non saranno tristi
Non volere, camminare
Accarezzare la strada
Conversare tutta la notte con il selciato
Fare sgorgare la poesia dalle pietruzze
Il cielo piangerà e non mi preoccuperò
Il vento consumerà il mio cuore ustionato dall’amore.
Quando verrà il momento
alba senza rugiada
mi mostrerò con il viso rabbuiato
e seppellirò i miei visi sereni
diffonderò le ombra sul mio essere
le farò gocciolare come il dolce miele
punto dopo punto
bacio dopo bacio
affinché riemerge sulla superficie del fiume
quella donna che ho serbato in me.