LA FOLLIA

Ilde Arcelli

Ilde Arcelli

Libero va, consegnato all’ignoto,
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il pensiero sinuoso
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per giochi alienanti
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tra bianchi fogli da riempire
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ed agavi riemerse dall’inconscio.
C’è forse una speranza che resiste
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a quest’oltraggio estremo:
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qualche ombra di un’età sconfitta
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stampata sul muro del ricordo
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come un glicine riverso
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sulla ringhiera di ferro arrugginito.
da D’AMORE E D’ALTRO

Forse la giovinezza è solo questo

Sandro Penna

Sandro Penna

Forse la giovinezza è solo questo
perenne amare i sensi e non pentirsi
Forse l’ispirazione è solo un urlo
confuso. Ma entro le colonne della
legge, ridendo si masturba ogni fanciullo.
Appoggio la mia fronte alla ringhiera
gelida del cancello. La mia notte
ascolta dileguare ogni fanciullo.
Arso completamente dalla vita
io vivo in essa felice e dissolto.
La mia pena d’amore non ascolto
più di quanto non curi la ferita.
Forse è meglio soffrire che godere.
O forse tutto è uguale. Anche la neve
è più bella del sole. Ma l’amore…

(nome di mare Ventotene)

Anna Buoninsegni

Anna Buoninsegni

nome di mare Ventotene
vento e catene
stringono dolcemente
la forma di piccolo animale
l’ugola dell’isola canta di notte
sotto il cielo di cinque stagioni
al cenno delle onde
un immenso spazio-tempo
pronto a levare l’ancora
a perdersi nel buio
nel corpo oceanico fondo
a cui tutti i mari del mondo
misteriosi si chiamano
Anna Buoninsegni
Ad occhi aperti
Crocetti Editore 2005

OGNI ESILIO

Ilde Arcelli

Ilde Arcelli

Nei tuoi occhi s’arrotolano gridi
ombre mobili di plenilunio ghiacciato
alberi secchi e mutilati fiori:
tu stai alle regole del gioco
e fingi d’esplorare ancora
ma altro tempo — felice —
frastorna la memoria
e già ogni esilio s’innerva
nel tuo sguardo, ogni paura antica
da LA CASA DI LIDE
«…il punto tra memoria e desiderio
si sposta, è alla deriva di un gorgo…»
(Mario Luzi)
E nel quasi-svegliarsi
nella non-consistenza
al di qua della soglia
giovane ancora pensarsi
con l’oro il riso la voglia
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non capire nel grigio
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confuso se è giorno di già
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o speranza di alba
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che neghi
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quest’altra reale
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barbarica età
«Ecco, qualcuno ci dice: sì, tu
mi entri nel sangue…
Che giova, egli non può trattenerci,
noi svaniamo in lui e intorno a lui…»
(Rainer Maria Rilke)
Per una volta entrare nell’altro
che adesso in mezzo alla strada
mi parla
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— scambiare il mio sé col tuo io
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i ricordi la pelle la bocca —
vedere le cose diverse
amarmi da fuori di fronte
però chissà se il tuo io mi va stretto
se l’occhio s’è accorto
del glicine timido sulla ringhiera
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— un universo tra plastiche stanche —
di un gatto che passa col rosso
di me che tremo per lui
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che semino idee sull’asfalto
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consumo parole nell’aria
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facendo l’amore col vento…
Ma almeno una volta più bello sarebbe
scambiare la vita aprire una porta
di un altro il sorriso sapere
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— di un’altra pietà —
LA LUCE

LA QUIETA COLPA

Ilde Arcelli

Ilde Arcelli

Angoli acuti, spigoli,
asettici fonemi,
occhi che fuggono
su labbra sibilanti,
paura di specchiarsi
nella gemella freddezza
da obitorio
del vicino.
Proibito ridere di niente,
leccarsi le ferite
apertamente,
proibito essere veri
nella lebbra scura
del conformismo.
La mia quieta colpa
è la difformità
dell’innocenza.
da POSTILLE AL NECESSARIO

forse i poeti hanno questo torto

Anna Buoninsegni

Anna Buoninsegni

forse i poeti hanno questo torto
di non passare inosservati
di essere incollocabili nel silenzio
al posto loro i versi continuano
ad ascoltare e qualcuno parla con toccante curiosità
forse i poeti hanno il torto delle parole
accese sul loro funerale
forse il brusio dei versi
letti da un migliaio di noi
li tiene svegli nell’eternità
li fruga nei lineamenti dei pensieri
forse i poeti non si congedano mai dai loro rapitori
forse i poeti non muoiono mai abbastanza
per vivere nelle parole che ci consumano