Credo

Roberta Dapunt

Roberta Dapunt

Credo nelle anime sante,
nella loro indipendenza conquistata sui sensi di una preghiera.
Credo nel lamento di un uomo in agonia,
inaccessibile silenzio degli ultimi istanti in una vita.
Credo nel lavaggio del suo corpo fermo,
nel suo vestito a festa e nell’incrocio delle mani,
testimoni di un battesimo confidato.
Credo nella gloria dei vinti.
Credo nelle loro carni piegate sotto le macerie,
i loro respiri cessati.
Credo nelle distese di orti trasformati,
dentro al loro recinto le ossa dei popoli ammazzati.
Credo nei miserabili che annegano alle porte d’Italia.
Credo in quelli che rimangono e il giorno dopo chiamiamo clandestini.
Credo nelle loro bambine vendute ai nostri piaceri,
nella loro tristezza che sorride vittima di un rossetto ingrato.
Credo negli angeli senza ali,
in quelli che a piedi nudi camminano dentro a una fede.
Credo nel mondo,
quello fuori dalla vetrina in ginocchio a guardare dentro.
Credo nel colore delle pelli che indossa,
negli occhi neri dei figli che perde affamati.
Credo nella verità delle madri e del loro amore.
Credo nella miseria e nell’umiltà di questi versi.
Credo nella bellezza
e qui conviene fermarmi.
Da la terra più del paradiso 2008, Einaudi

Come scrivere altro, altre immagini

Roberta Dapunt

Roberta Dapunt

Come scrivere altro, altre immagini
se quieta sera mi raccoglie sempre uguale,
che le storie tristemente volute e contorte
rendono simili i versi al dare saggio della propria bravura.
Niente di tutto ciò mi lega, che intorno al corpo
ho intera l’umana condizione, colei che si addormenta
per stanchezza e spessore di mano.
Sottratta vita a ogni profanazione, per sacro sentire
l’odore indubitabile delle mani d’inverno.
È odore di stalla, di latte e di urina,
di fieni concilianti al freddo e nel mite lume
raccogliere in uno sguardo l’ordine in un fienile.
Ciò è per me intelletto, facoltà di intuire il rapporto
nella pratica del rigore. Nulla dipende dai nostri umori soltanto,
niente dalle nostre possibilità creative.
A cosa serve sapere e compiacersi del sapere
se non per distinguere un filo d’erba da un altro.
Da le beatitudini della malattia 2013, Einaudi

serenata

Norbert C. Kaser

Norbert C. Kaser

così le notti stanno intrepide sulla neve
il giorno si è smarrito dietro i salici bianchi
ragazza mia
ragazza mia
Tu
sei lontana
non so se ora pensi o
sogni o dormi
intrepide stanno le nostre notti
separate
come le orme dei corvi
sui giardini
qui e lì

Traduzione di Gio Batta Bucciol

Poesia n. 234 Gennaio 2009
Norbert Conrad Kaser. La dolcezza della ribellione
a cura di Gio Batta Bucciol




Franz Tumler Delos

Franz Tumler

sacra benda pietra terreno
subito l’uomo ci stabilisce un campo
una casa e mette radici
ogni roccia porta un nome
solo lui non lo porta
nome che dura
solo lui non dura oltre la tomba
nome pronunciato da labbra
che non parlano più
ma scritto ha valore
trascrivere vale

Traduzione di Maria Luisa Roli