Lo spirito

Maria Luisa Spaziani

 

Maria Luisa Spaziani

 

Lo spirito ha bisogno del finito
per incarnare slanci d´infinito.
Parlo con l´angelo e le tue braccia d´uomo
soltanto lo traducono ai miei sensi.

Dove comincia l´ala? Dove nascono
musiche di tamburi di tempesta?
Amarti è sprofondare, è una foresta
sfumante in cieli altissimi.

La cometa

Maria Luisa Spaziani

 

Maria Luisa Spaziani

 

Quel mio amore per lui aveva ali di cera
lunghe le ali sembravano eterne
battevano il cielo sicure, sfioravano picchi,
puntavano al sole con nervature nervine.
Fuse le ali ormai mi ricrescono dentro,
soltanto ora perdute mi diventano vere,
e ai cuori incauti grido: la passione è un fantasma
troppo importante, uomini, per potersi incarnare.
Chiomate vaganti comete di Halley, presagi
disastri prodigi che infiammano e gelano il sangue,
nessuno osi fissarvi, si arrischi a sfiorare
coaguli di pura lontananza – morgane.

Ibernati, incoscienti, inconsistenti

Maria Luisa Spaziani

 

Maria Luisa Spaziani

 

Ibernati, incoscienti, inesistenti,
proveniamo da infiniti deserti.
Fra poco altri infiniti ci apriranno
ali voraci per l’eternità.
Ma qui ora c’è l’oasi, catena
di delizie e tormenti. Le stagioni
colorate ci avvolgono, le mani
amate ci accarezzano.
Un punto infinitesimo nel vortice
che cieco ci avviluppa. C’è la musica,
(altrove sconosciuta), c’è il miracolo
della rosa che sboccia, e c’è il mio cuore.

Non chiedermi parole oggi

Maria Luisa Spaziani

 

Maria Luisa Spaziani

 

Non chiedermi parole oggi non bastano.
Stanno nei dizionari: sia pure imprevedibili
nei loro incastri, sono consunte voci.
È sempre un prevedibile dejà vu.
Vorrei parlare con te – è lo stesso con Dio –
tramite segni umbratili di nervi,
elettrici messaggi che la psiche
trae dal cuore dell’universo.
Un fremere d’antenne, un disegno di danza,
un infinitesimo battere di ciglia,
la musica-ultrasuono che nemmeno
immaginava Bach.