Di Domenica

Chiara Oliviero

 

Chiara Oliviero

 

Un giorno mi dirai
che è stato bello incontrarsi
la neve si scioglierà
e potremo amarci in questo angolo di cielo che resiste
le parole si faranno sottili
avranno il sapore di un caffè di domenica
basterà guardarsi in quell’attimo eterno
per capire chi siamo.

Dunque, per ascoltare

Chandra Ilva Candiani

 

Chandra Ilva Candiani

 

Dunque, per ascoltare
avvicina all’orecchio
la conchiglia della mano
che ti trasmetta le linee sonore
del passato, le morbide voci
e quelle ghiacciate,
e la colonna audace del futuro,
fino alla sabbia lenta
del presente, allora prediligi
il silenzio che segue la nota
e la rende sconosciuta
e lesta nello sfuggire
ogni via domestica del senso.
Accosta all’orecchio il vuoto
fecondo della mano,
vuoto con vuoto.
Ripiega i pensieri
fino a riceverle in pieno
petto risonante
le parole in boccio.
Per ascoltare bisogna aver fame
e anche sete,
sete che sia tutt’uno col deserto,
fame che è pezzetto di pane in tasca
e briciole per chiamare i voli,
perché è in volo che arriva il senso
e non rifacendo il cammino a ritroso,
visto che il sentiero,
anche quando è il medesimo,
non è mai lo stesso
dell’andata.
Dunque, abbraccia le parole
come fanno le rondini col cielo,
tuffandosi, aperte all’infinito,
abisso del senso.