Domenica d’acqua

Francesco d'Alessandro

 

Francesco d’Alessandro

 

Infuria sui ramagli dell’abete,
sui rami degli allori, sulle foglie
della magnolia; batte i rampicanti,
l’acquivento notturno. Sul Pineto
fulmina. La domenica inclemente
d’acqua e noia è finita senza gloria.
Io nelle trame d’un film giallo
ho spento sordi abbagli di lussuria
per tutto il pomeriggio. Poi la sera
l’incuria, gli alti e bassi dell’angoscia.

L’ortensia

Francesco d'Alessandro

 

Francesco d’Alessandro

 

L’ortensia che resiste nell’aiuola
arida dove ormai niente germoglia,
il suo cauto fiorire accanto al pino
nano è come l’amore. A volte sembra
destinata a morire: la minaccia
l’arsura, il troppo sole. Se un rametto
secco ne cade subito uno nuovo
e più forte ne sboccia. Basta poco
a salvarla: la mia, la tua attenzione.
Cresce un poco ogni giorno, inavvertita.

L’aiuola

Francesco d'Alessandro

 

Francesco d’Alessandro

 

È un intrigo del cuore la miseria
che arricchisce l’aiuola dove ruta
e rosmarino convivono. I trapianti
dei gerani amicali sono morti.
Li bruciò l’invernata fredda e ostile.
Fu dolorosa perdita, ma al primo
sole di aprile una piccola rosa
ci consolò. Con che cuore la colsero?
Crebbe al suo posto questa pianta grama.
Ma, guardala, per intima e umana
sua natura ci è affine. Come noi
non ha petali o spine…