Brevità dell’amore

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

Portami con te in un supermercato,dentro un bar, nel parcheggiodi un ospedale.Spezza con un bacio il filoa cui sto appeso.Portami con te in una strada di campagna,dove abbaiano i cani,vicino a un’officina meccanica,dentro a una profumeria.Portami dove c’è il mondo,non dove c’è la poesia.

L’entroterra degli occhi

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

Pensa che si muoree che prima di morire tutti hanno dirittoa un attimo di bene.Ascolta con clemenza.Guarda con ammirazione le volpi,le poiane, il vento, il grano.Impara a chinarti su un mendicante,coltiva il tuo rigore e lottafino a rimanere senza fiato.Non limitarti a galleggiare,scendi verso il fondoanche a rischio di annegare.Sorridi di questa umanitàche si aggroviglia su se stessa.Cedi la strada agli alberi.

Anche il dolore

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

Il dolore che ti arriva
guardalo, lavalo,
tienilo con te.
Il dolore che tieni
non vola via alla cieca,
ti fa compagnia.
Il dolore serve contro
la ruggine, contro le muffe
delle abitudini.
Ecco, ora tu e il dolore
siete contenti di stare assieme:
azzurro è il cielo,
un signore ti ha detto
buongiorno.

Ti chiamavo da una terra lontana

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

Ti chiamavo da una terra lontana,
era una telefonata da niente
e invece mi sono lentamente
sgretolato sotto le tue sillabe
e l’isola in cui ero rinchiuso si è dissolta
sotto le onde della voce.
adesso non posso scrivere, adesso aspetto
che mi chiami: ho la punta del cuore
che mi trema come una lama,
la punta delle mani senza sangue.
ho buttato i pantaloni per terra
come si butta per terra un giornale,
resterò nudo fino a quando
non vieni a baciarmi con la tua voce.
resto qui, ti aspetto,
voglio che mi vedi così, inerme,
scomposto, voglio che mi lecchi
la punta del cuore, voglio sentirti
con la mano che gira sul ventre.
prendi la mano
che non ha mai toccato nulla,
prendila senza sapere se è la mia o la tua,
vieni a prendermi senza indugi,
vieni a prenderti, sei qui
tra le mie braccia.

Un giorno ti stancherai di mancarmi

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

Un giorno ti stancherai di mancarmi,
magari sarà una giornata di pioggia
un qualunque pomeriggio d’inverno
coi piatti ancora sporchi nel lavello.
avrai la voglia di farti prendere
mi dirai: sono qui amico mio,
e baciami forte, tienimi stretta.
io lascerò il timore, farò posto
sul tavolo, sposterò le bottiglie
e i piatti per far posto alle gambe:
fammi raccogliere qualche sillaba
sotto la tua bocca, come una donna
raccoglie il seme caldo del suo amante,
fammi lasciare la testa sul ventre,
guardalo questo cuore che si è aperto:
fino a quando sarò vivo nessuno
potrà chiuderlo per nessun motivo.

Togliti le mutande

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

Togliti le mutande.
Ditelo a qualcuno
con la dolcezza
delle farfalle,
l’ostinazione delle formiche.
Offri la tua schiena
a un corteo di graffi,
la tua nuca a una barricata
di morsi.
Abbi cura che qualcuno
venga a molestare la tua noia,
la sua indifferenza.

Amre è un impegno da geografi

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

Amare è un impegno da geografi,
esploratori che mentre vengono accolti
si fanno a loro volta terra da esplorare.
Un ginocchio non va mai trascurato
e così le dita dei piedi, i polsi
la luce delle mani.
Non è l’amore che bisogna trovare,
ma un uomo o una donna,
quella voce, quello sguardo
che ti dice di non credere più a niente
che non sia sconfinato.

Non ti affannare a seminare (2012)

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

non ti affannare a seminare noie
e affanni nelle tue giornate
e in quelle degli altri,
non chiedere altro che una gioia solenne,
le gioie piccole, i piccoli piaceri
richiedono troppa fatica,
è la gioia solenne che ti compete,
per quella sei qui e non altrove,
nella polvere cosmica o come mosca
nell’orecchio di un cavallo,
sei qui per non fermarti a ciò che sei
e non scansarti, non scansarti mai
da quello che potresti diventare.