Nord

Seamus Heaney

Seamus Heaney

Sono tornato a una lunga spiaggia,
la curva martellata di una baia,
e trovai soltanto le secolari
potenze tuonanti dell’Atlantico.
Ho fissato i non magici
richiami dell’Islanda,
le patetiche colonie
della Groenlandia, e all’improvviso

quei favolosi predoni
sepolti nelle Orcadi e a Dublino
distesi contro
le loro lunghe spade arrugginenti,
quelli nel solido
ventre di navi di pietra,
quelli fatti a pezzi e luccicanti
nella ghiaia di correnti sgelate
erano voci assordate dall’oceano
che mi mettevano in guardia, risollevate
nella violenza e nell’epifania.
La lingua nuotante della nave vichinga
veleggiava con il senno del poi –
diceva del martello di Thor vibrato
su geografia e commercio,
di accoppiamenti ottusi e di vendette,
di odi e maldicenze,
delle antiche assemblee, menzogne e donne,
di sfinimenti definiti pace,
memoria che incuba il sangue versato.
Diceva: “Scendi
nel tesoro di parole, scava
la tana nella spira e nel bagliore
del tuo cervello solcato da rughe.
Scrivi nel buio.
Attendi l’aurora boreale
nel corso della lunga scorreria,
ma nessuna cascata di luce.
Mantieni limpido il tuo occhio
come la bolla d’aria nel ghiacciolo,
fidati della percezione di quel nocciolo di tesoro
che le tue mani hanno conosciuto”

Lavoro sul campo III

Seamus Heaney

Seamus Heaney

Non a lungo avrai ancora sete,
mio cuore bruciato.
C’è una promessa nell’aria,
mi soffia contro da bocche sconosciute:
il grande fresco viene.
A mezzogiorno il mio sole era caldo
sopra di me. Benvenuti, voi che venite:
voi venti improvvisi,
voi freschi spiriti del pomeriggio.
L’aria corre straniera e pura.
Non mi guarda la notte
di lato, con un obliquo
sguardo di seduzione?
Resta saldo, mio cuore ardito,
non chiedere perché.
Traduzione di Pino Menzio

Poesia n. 240 Luglio/Agosto 2009
Friedrich Nietzsche. Rovine di stelle
a cura di Pino Menzio




La veglia

Mary Dorcey

Mary Dorcey

Non è che il mondo sia più sicuro –
le guerre devastano come sempre. I bambini
muoiono nell’indifferenza, mentre dormiamo.
Lungo le stesse strade profumate,
fra i campi di ulivi e il mare dorato –
dove ci abbracciammo la prima volta –
branchi di donne vanno al macello.

Fisica dell’atmosfera contro poesia dell’atmosfera

Caoilinn Hughes

Caoilinn Hughes

Invii segnali acustici nell’atmosfera
e li ascolti restitursi distorti.
Misuri turbolenze – una delle ultime cose,
la turbolenza, che si è disposti a dire irrisolvibile.
Decifrando i dati e raccogliendo
inferenza, ti mantieni vivo.
Invio segnali acustici nell’atmosfera
e li ascolto restitursi distorti.
Misuro turbolenze – una delle ultime cose,
la turbolenza, che si è disposti a dire irrisolvibile.
Raccogliendo i dati e decifrando
inferenza, mi mantengo viva.

Traduzione di
Alessandro Gentili

Poesia n. 317 Luglio/Agosto 2016
Caoilinn Hughes. Impressioni d’Irlanda
a cura di Alessandro Gentili

 

 

 

 




Coda: grigio di Payne

Paula Meehan

Paula Meehan

Provo a dipingere la pioggia
giorno dopo giorno
esco e vi entro
pioviggine rovescio scroscio
ma non ancora la puntuale
pioggia di primavera
calda pesante lenta
ciascuna goccia
netta e perfetta
che aspetto
presso questo margine dell’acqua
dove una qualche foglia di memoria
scenderà con la piena
la fiumana
che dilaga al mare.


Traduzione di
Alessandro Gentili

Poesia n. 301 Febbraio 2015
Paula Meehan. Un colore così puro da diventare parola
a cura di Alessandro Gentili

 

Che farei senza questo mondo

Samuel Beckett

Samuel Beckett

Che farei senza questo mondo senza faccia né domande
dove essere non dura che un attimo dove ogni istante
si versa nel vuoto nell’oblio di essere stato
senza quest’onda dove alla fine
corpo e ombra sprofondano insieme
che farei senza questo silenzio abisso dei bisbigli
ansimante furioso verso il soccorso verso l’amore
senza questo cielo che si innalza
sulla polvere delle sue zavorre

Poscritto

Seamus Heaney

Seamus Heaney

E qualche volta trovate il tempo di andare in auto
ad ovest
in County Clare, lungo la Flaggy Shore,
a settembre o ottobre, quando il vento
e la luce si azzuffano così che da una parte
l’oceano è pazzo di schiuma
e bagliori, e all’interno fra le pietre
la superficie di un lago color ardesia è illuminata
dal lampo terrestre di uno stormo di cigni,
le piume scompigliate e soffiate, bianco su bianco,
le teste adulte dall’aria ostinata
sommerse o affioranti o indaffarate sottacqua.
Inutile pensare di posteggiare e cogliere la scena
più completamente. Non sei né qua né là,
una fretta per cui passano cose note e ignote
mentre forti morbide folate prendono l’auto di sbieco
e sorprendono il cuore sovrappensiero e lo aprono
d’un soffio.

Traduzione di Massimo Bacigalupo

I settant’anni di Seamus Heaney
a cura di Massimo Bacigalupo


Tipperary

Desmond O'Grady

Desmond O’Grady

Ti separerai
dagli alberi di magnolia
e dal giubilo degli uccelli
dalla tua casa
e dalle mani
che la rendono abitabile
dall’abitudine ostinata
di aprire gli occhi
e chiuderli
quando il sogno ti chiama
dalla parola
che ti ha creato
Ti separerai
dalla tua ombra
che per tutta la vita
ti ha inseguita nella luce
La terra si separerà
da te
dall’amore tuo per lei