Che importa?

José Martí

José Martí

Che importa se il tuo pugnale
trafigge la mia schiena?
Possiedo i miei versi, che sono
più forti del tuo pugnale!
Che importa se questo dolore
secca il mare e oscura il cielo?
Il verso, dolce consolazione,
Nasce a lato del dolore

Il Leopardo ha un rifugio

José Martí

José Martí

Il leopardo ha un rifugio
nella foresta aspra e cupa:
io ho più del leopardo,
perchè io ho un buon Amico.
Dorme come su un giocattolo
la musmè sul suo poggiatesta
di acero del Giappone: io dico:
“Il miglior cuscino è un Amico”.
Il suo lignaggio ha il conte;
ha l’aurora il mendico:
l’ala ha l’uccello:
io ho laggiù in Messico un Amico!
Ha il signor presidente
un giardino con una fontana,
e un tesoro in oro e contanti:
io ho di più, io ho un Amico.

Del tiranno

José Martí

José Martí

Del tiranno? Del tiranno
dì tutto, dì di più! E inchioda
con furia di mano schiava
sopra il suo obbrobrio il tiranno.
Dell’errore? Ah, dell’errore
dì l’antro, dì i viottoli
tenebrosi: dì quanto puoi
del tiranno e dell’errore.
Della Donna? Ebbene, può darsi
che tu muoia del suo morso;
ma non macchiar la tua vita
dicendo male di Donna

La victoria de los desobedientes

Omar Pérez

Omar Pérez

En la multitud
un hombre ha pateado disimuladamente una paloma
muchas veces antes de recogerla.
Hay una sola vida y la envolveremos con escamas
hay una sola vida y la cubriremos con las palabras de otros
la palparemos disimuladamente varias veces
antes de decidir que la queremos.
La vittoria dei disubbidienti
Nella moltitudine
un uomo ha preso a calci dissimulatamente una colomba
molte volte prima di raccoglierla.
C’è una sola vita e l’avvolgeremo di squame
c’è una sola vita e la copriremo con le parole d’altri
la palperemo dissimulatamente varie volte
prima di decidere che la vogliamo.
Omar Pérez (Santiago del Estero, 1981), da Algo de lo sagrado (Unión, 1995)

La bambina del Guatemala

José Martí

José Martí

Voglio all’ombra di un’ala
raccontare un racconto in fiore.
La bambina del Guatemala,
quella che morì per amore.
C’erano corone di gigli
e cuscini di fior di reseda
e gelsomini… La seppellimmo
in una cassa foderata di seta.
Lei gli aveva regalato
un cuscinetto profumato.
Lui ritornò già sposato
e lei morì per amore.
Trasportano la sua cassa
vescovi e ambasciatori
e il popolo segue in massa
con le mani piene di fiori.
Lei per poterlo vedere
salì fino al belvedere
lui ritornò con la sposa
e lei morì per amore.
Come bronzo incandescente
fu quel bacio dell’addio
su quella fronte, la fronte
che amavo di più io.
Di sera entrò dentro il fiume
e la tolse già morta il dottore
Dicono che è morta di freddo
ma io so che morì per amore.
Lì nella cripta gelata
la misero sopra due panche.
Baciai la sua mano affilata,
baciai le sue scarpine bianche.
Stavo là zitto e al tramonto
mi chiamò il seppellitore.
Io non ho visto mai più
colei che è morta per amore.