Io odoro di te

Darío Jaramillo Agudelo

Darío Jaramillo Agudelo

Mi perseguita il tuo odore, mi insegue e mi possiede.
Questo odore non è un profumo sovrapposto su di te,
non è l’aroma che porti come un ornamento in più:
è il tuo odore essenziale, il tuo alone unico.
E quando, assente, il mio vuoto ti convoca,
una raffica di quell’alito mi arriva dal punto più dolce della notte.
Io odoro di te
e il tuo odore mi impregna dopo che siamo stati insieme a letto,
e quell’aroma sottile mi alimenta,
e quell’alito essenziale mi sostituisce.
Io odoro di te.

L’attesa

Juan Carlos Galeano

Juan Carlos Galeano

Chi attende guarda il paesaggio aspettando chi non
verrà.
In lontananza si vede benissimo chi non verrà.
Lo si scorge in una barca solitaria, nel cielo, tra le
nuvole.
Due alberi tendono i rami per brindare al successo
del giorno.
Chi attende sarebbe felice se i granelli di sole che
entrano nella sala
volessero trasformarsi in chi verrà.
Chi non verrà passa a cavallo di una mosca senza
chiedere come va.
Chi attende vorrebbe che anche la barca solitaria e
le nuvole si preoccupassero.
Non sarebbe nemmeno male se gli alberi del brindisi
mostrassero un po’ d’interesse

Tavolo

Juan Carlos Galeano

Juan Carlos Galeano

Il tavolo sogna spesso di esser stato un animale.
Ma se fosse stato un animale non sarebbe una tavola.
Se fosse stato un animale sarebbe scappato via come
gli altri
all’arrivo delle motoseghe che tagliavano gli alberi per
ricavarne tavoli.
Nella casa ogni sera viene una donna
e gli passa uno straccio tiepido sul dorso come fosse
un animale.
Con le sue quattro gambe il tavolo potrebbe andarsene
dalla casa.
Ma pensa alle sedie che lo circondano e un animale
non abbandonerebbe i suoi figli.
Quel che piace di più al tavolo è che la donna gli faccia
il solletico
mentre raccoglie le briciole di pane lasciate dai bambini

Lezione di anatomia

Juan Manuel Roca

Juan Manuel Roca

Ci è stato dato il corpo
Per tenere più vicino il nemico.
Per vigilarlo
E che non abbia tempo
Di appostarsi dietro un albero
Ad aspettare il nostro passaggio.
Ci è stato dato il corpo
Perché fra lui e noi
Non ci siano terreni minati
Né imboscate.
Ci è stato dato senza esigerlo,
Come al principe il trono,
Perché non potesse
Mescolare il vino col veleno
Senza abdicare al suo regno.
S’è imposta ormai l’abitudine
Di andare col proprio corpo
Ovunque,
Di bagnarsi con lui
Per evitare la sorpresa
Di un luccichio di pugnale dietro la tenda.
Abbiamo preso l’usanza
Di seguire i passi del corpo
E di tendergli la trappola dello specchio,
Di non lasciarlo solo
Nemmeno quando dorme.
Ci è stato dato il corpo
Per tenere più vicno il nemico.

Prima c’è la solitudine

Darío Jaramillo Agudelo

Darío Jaramillo Agudelo

Prima c’è la solitudine,
nelle viscere e nel centro dell’anima:
questa è l’essenza, il dato di base, l’unica certezza;
che soltanto ti accompagna il tuo respiro,
che sempre ballerai con la tua ombra,
che quella tenebra sei tu.
Il tuo cuore, quel frutto titubante, non deve amareggiarsi con il tuo fato solitario;
lascialo che aspetti senza sperare
ché l’amore è un regalo che un giorno arriva da solo.
Ma prima c’è la solitudine,
e tu sei solo,
tu sei solo con il tuo peccato originale – con te stesso –.
Forse una sera, alle nove,
compare l’amore e tutto scoppia e qualcosa s’illumina dentro di te,
e ne diventi un altro, meno amaro, più felice;
ma non dimenticarti, specialmente allora,
quando l’amore sarà arrivato e brucerai,
che prima e sempre c’è la tua solitudine
e dopo niente
e dopo, se deve arrivare, c’è l’amore.

Elogio della mia notte bianca

Darío Jaramillo Agudelo

Darío Jaramillo Agudelo

Elogio della mia notte bianca,
soppressione degli abissi del mio cuore,
annientatrice dei miei momenti atroci.
Benedette la tua carezza e la tua parola, Signora della Placida Ronda,
ragazza mia che detesta piangere al mattino,
ragazza che parla da sola nella casa e ride.
Onda fragile, sotto il mio corpo ardente il tuo corpo mio si calcina in un delirio di luce
e allora siamo una sola sostanza.
Fiore del mio ansimare e della mia estasi, tu, l’ammutolita,
con la tua mano sul mio petto dicendomi la luminosità con il silenzio,
permettendo che il tempo scorra su di noi senza sfiorarci,

Potrei PERFETTAMENTE cancellarti dalla mita vita

Darío Jaramillo Agudelo

Darío Jaramillo Agudelo

Potrei perfettamente cancellarti dalla mia vita,
non rispondere alle tue telefonate,
non aprirti la porta di casa,
non pensarti, non desiderarti,
non cercarti nei posti comuni e non rivederti più,
girare per le strade dove so che tu non passi,
eliminare dalla mia memoria ogni istante condiviso con te,
ogni ricordo del tuo ricordo,
dimenticare il tuo viso fino al punto di non riconoscerti,
rispondere evasivamente quando mi domanderanno di te
e fare come se tu non fossi mai esistita.
Però ti amo.