Casa come ombra

Yang Lian

Yang Lian

quella è la tua casa casa come ombra
edificio che sul prato allarga il crepuscolo
i canti degli uccelli vengono abbattuti dal cielo
le lingue delicate delle foglie
discutono di nuovo della stanca tempesta
anche l’ombra è stanca ciechi messi in fila
senza saperlo cadono nel precipizio

quella è la tua casa casa senza te
tu sei dovuto come il debito di un incubo
un topo balza sul pavimento si ammala e scivola
topo come ombra
il volto sempre più scuro
bocca color di rosa apre a morsi la porta dell’elegia
quando il giorno muore tu vai ad abitare in una candela marcia

afona come quattro pareti che simulano la vita
la luce cavalca la più fragile delle pietre infiltrata sotto terra

si infiltra dentro te l’ombra come un padrone
entusiasta apre il balcone della notte ammira quel paesaggio
un altro gatto selvatico va a caccia della sua stessa paura
un’altra testa viene conclusa da chiodi conficcati nelle stelle
bianco argenteo come erbacce
le tenebre paralizzate che si ergono dritte
cancellano il tu di un anno che un giorno invecchierà
come la spaventosa luce lunare cancella questa terra vuota

Canzone dell’eroe

Yan Li

Yan Li

Tutti i pericoli di fronte a lui non possono diventare la sua tomba
ed è un caso che ciò non possa diventare satira.
Continua a vivere anche perché i suoi genitori sono ancora giovani.
Il cimitero che egli elogia irritato dalla società
oggi accerchia il suo letto.
Vorrebbe toccare perfino il mezzogiorno.
È così che si strangolano gli incubi
ma il suo ruggito continua a sbattere sul muro
e appena la sua finestra apre bocca
ecco che
tutti i mobili vengono sputati fuori da questa casa.
Ama così intensamente questa società da non volere muri.
Tutte le tombe di fronte a lui non possono costituire un pericolo
non può che disperarsi
ha sopportato giorni fin troppo pacifici a oltre cento miglia all’ora
non fa più in tempo a frenare
i suoi occhi irritati dalla tempesta si chiudono.
Nell’oscurità del realismo
ha visto nell’incubo una fila di insonni impiccati ai tralicci
ha deciso di erigere una stele alle decine di nazioni mano nella mano
unite ai piedi del denaro
sente di non aver più bisogno di mettersi le scarpe

L’angelo

François Cheng

François Cheng

Quando l’angelo fa segno,
Sappiamo che il Doppio Regno é riunito,
Forte il vento percorre da un capo all’altro
Tutto l’aere terrestre,
E le parole di qui giungono infine all’altra sponda.

Ciò che resta da vivere e ciò che é vissuto,
Ciò che aspira alla gioia e ciò che soffre,
Coniugano un presente di lutto e d’attesa,
Ormai l’arresto del tempo
Non é che latente trasformazione.

L’acqua del fiume evapora in nube, ricade
In pioggia, rialimenta, invisibile,
La Corrente dell’eterno ritorno,
Tornano volti feriti, voci strozzate
Che trasfigurano Respiro e sangue.

L’inespresso e l’incompiuto si fondono
All’inatteso, all’insperato,
Confluiscono qui, come fonte dell’istante
che ormai riprende tutto, eleva tutto
Inesauribilmente sorgente.

Quando l’angelo fa segno
Sappiamo che ciò che abbiamo fatto nascere
Non smetterà più di avvenire,
Avanti a noi, a nostra insaputa,
D’improvviso ci supera, ci salva

Allucinazione

Liù Xiaobo

Liù Xiaobo

Ha invaso la mia casa
è passata dal portone del cortile
ha attraversato le fessure più strette

poi ritta
viva
al centro del cortile

spiega:
la verità di questo bellissimo gallo

io ridacchio

lei ha tanto ancora da chiarire:

questo maialino appena nato è splendido

io ridacchio come prima

lei ancora mi riprende:

questi fiori d’artificio sono davvero carini

bugie
nel profondo il mio cuore indietreggia
né caldo né freddo.

Già letto

Yang Lian

Yang Lian

nei cimiteri cinesi i pini respirano così come crescono
ma il vento cambia tranquillo la direzione della giornata
l’aratro va avanti e indietro fino alla fine del campo
verde fertile libro di agosto
la vita semina i semi dei morti
la notte tutte le stelle viaggiano in un pozzo di giada
per tutta l’estate leggi una biografia
l’ombra del pino è immersa nell’acqua
una sedia piena d’acqua è incisa in un bassorilievo
il mare lontano va in collera da solo
canti di uccelli inondano il cielo quasi non cantassero
leggi come se non avessi letto niente
c’è solo l’arte che scuote un pomeriggio e lo rende nero.

Linguaggi

Bei Dao

Bei Dao

Tante lingue parlano
adesso
in questo mondo

volano in alto le parole

si incontrano
si toccano
urtano
creano scintille

qualche volta di odio
qualche volta d’amore

è alto il grattacielo della razionalità

ma sprofonda senza voce
con pensieri fragili e leggeri
tavolette di bambù

un canestro intrecciato
riempito con ciechi funghi velenosi

quei quadrupedi dipinti sulla roccia
ci calpestano i fiori galoppandoci sopra

ma un soffione segreto
si sviluppa in qualche luogo sulla terra

Il vento ne porta con sé i semi della fine
dentro le innumerevoli lingue

che in questo momento
vive
volano sul mondo

ma la produzione di linguaggio
così incorporea
non può in alcun modo
aumentare o alleggerire
Il taciturno dolore degli uomini.

Camera in affitto

Xu Lizhi 

Xu Lizhi 

Uno spazio di dieci metri quadri
Stretto e soffocante, nessun raggio di sole per tutto l’anno
Qui dormo, cago, e penso
Tossisco,  mi viene mal di testa, invecchio, mi ammalo, ma ancora non riesco a morire
Sotto la luce giallo spento, ancora con uno sguardo inespressivo, balbettando come un idiota
Cammino avanti e indietro, cantando a bassa voce, leggendo, scrivendo poesie
Ogni volta che apro la finestra o il cancello d’ingresso
Sembro un uomo morto
Che sta lentamento aprendo il coperchio di una bara

Raccolto

Yang Lian

Yang Lian

Questi tetti spinosi dopo la trebbiatura
risplendono sull’aia estiva
questi cieli che si sono esposti al sole d’improvviso anneriscono
il mare si restringe argentee tegole abbaglianti
due alberi si precipitano in direzioni opposte
due carestie seminate con il grano di un uomo
la morte dell’anno prossimo è già obsoleta
il sole s’è spezzato il collo
i tuoi occhi spianano e smascherano la città folle.

La vita non dovrebbe essere così seria

Yin Lichuan

Yin Lichuan

Gli ho dato appena un’occhiata
e l’ho sposato
siamo stati caotici
non abbiamo avuto figli
quando mi andava preparavo una minestra
abbiamo vissuto un po’ a caso
abbiamo avuto degli amici casuali
il tempo è trascorso così
e così siamo invecchiati
con un piede nella fossa
per caso siamo diventati un modello
“erano fatti l’uno per l’altra”
… una vita armoniosa
con semplicità abbiamo esalato l’ultimo respiro