Colloquio

Adelia Prado

 

Adelia Prado

 

Un uomo qualunque mi domandò:
che cosa pensi del sesso?
Una delle meraviglie della creazione, risposi.
Restò disorientato, poiché confonde le cose
e s’aspettava che io dicessi maledizione,
solo perché prima gli avevo confidato: il destino dell’uomo è la santità.
La donna che mi domandò piena d’odio:
lei si depila là in basso? lo domandò sorridendo,
pensando che così mi poteva meglio assassinare.
Magnifici sono il calice e la verga che contiene,
peloso o no.
Santo, santo, santo è l’amore, poiché viene da Dio,
non poiché uso guanto o rasoio.
Che cosa può contro di lui l’escremento?
Anche la rosa, che cosa può in suo favore?
Se “copre la moltitudine dei peccati ed è benigno,
come la morte duro, come l’inferno tenace”,
riposa nel tuo amore, che starai bene.

Insegnamento

Adelia Prado

 

Adelia Prado

 

Per mia madre lo studio
è la cosa più fine del mondo.
Non lo è.
La cosa più fine del mondo è il sentimento.
Quella sera papà faceva lo straordinario,
lei mi ha parlato:
“Poverino, fino a quest’ ora a sgobbare”.
Preparò pane e caffè, lasciò la pentola sul
fuoco.
Non mi ha parlato d’ amore.
Questa parola di lusso.

Matrimonio

Adelia Prado

 

Adelia Prado

 

Ci sono mogli che dicono:
Mio marito, se vuole pescare, che peschi
ma i pesci poi se li pulisca.
Io no . A qualsiasi ora della notte mi alzo,
lo aiuto a squamare, aprire, tagliare e salare.
E’ così bello, noi due da soli in cucina,
ogni tanto i gomiti si toccano;
lui dice cose come: “Questo è stato difficile”
“Brillava nell’ aria con colpi di coda”
e fa il gesto con la mano.

Il silenzio della prima volta che ci siamo visti
attraversa la cucina come un fiume profondo.
Alla fine, i pesci nella teglia,
andiamo a dormire.
Cose argentee guizzano:
siamo sposo e sposa.

Oggi che io sia questa o quella poco importa

Cecília Meireles

 

Cecília Meireles

 

Oggi, che io sia questa o quella,
poco m’importa.
Voglio solo apparire bella,
poiché, sarà quel che sarà, sono morta.Già fui bionda, già fui bruna,
già fui Margherita e Beatrice.
Già fui Maria e Maddalena.
Solo non potrei essere come volevo.Che male fa questo colore finto
dei miei capelli, e del mio viso,
se tutto è tinta: il mondo, la vita,
la gioia, il dolore?Di fuori sarò come vuole
la moda, che mi sta annientando.
Che se ne vadano pelle e viso sciupato
al nulla, non m’importa quando.Ma chi vide, così decadenti
occhi, braccia e i sogni suoi,
e morì per i suoi peccati,
parlerà con Dio.Parlerà, coperta di luci,
dall’alto della pettinatura alla rubra caviglia.
Perché alcuni spirano sulle croci,
altri, cercandosi nello specchio.

Da lontano ti devo amare

Cecília Meireles

 

Cecília Meireles

 

Da lontano ti devo amare
dalla tranquilla distanza
in cui l’amore è saudade
e il desiderio, costanza.
Dal luogo divino
dove il bene dell’esistenza
è essere eternità
e sembrare assenza.
Chi ha bisogno di spiegare
il momento e la fragranza
della Rosa, che persuade
senza nessuna arroganza?
E, nel fondo del mare,
la Stella, senza violenza,
compie la sua verità,
estranea alla trasparenza.

Per pensare a te tutte le ore fuggono

Cecília Meireles

 

Cecília Meireles

 

Per pensare a te tutte le ore fuggono:
il tempo umano spira in lacrima e cecità.
Tutto è spiagge dove il mare affoga l’amore.
Voglio l’insonnia, la vigilia, una chiaroveggenza
di questo istante che abito – ah, mio dominio triste!,
isola dove io stessa non so fare nulla per me.
Vedo il fiore, vedo nell’aria il messaggio delle nuvole
– e nella mia memoria sei immortalità –
vedo le date, ascolto il mio stesso cuore.
E dopo il silenzio. E i tuoi occhi aperti
nei miei chiusi. E questa assenza sulla mia bocca:
poiché so bene che parlare è uguale a morire.
Dalla vita alla Vita, fughe sospese.

Non mi interessano più le stelle, né le forme del mare, né tu

Cecília Meireles

 

Cecília Meireles

 

E più facile appoggiare l’orecchio alle nuvole
e udire passare le stelle
che attaccarlo alla terra e raggiungere il rumore dei tuoi passi.
Ed è più facile, anche, affacciare lo sguardo sull’oceano
e assistere, là sul fondo, alla nascita muta delle forme,
che desiderare che tu appaia, creando con il tuo semplice gesto
il segno di una eterna speranza.
Non mi interessano più le stelle, né le forme del mare,
né tu.
Ho srotolato dall’interno del tempo la mia canzone:
non ho invidia delle cicale: anch’io morirò per il cantare.

Non mi sono accorta di questo mutamento

Cecília Meireles

 

Cecília Meireles

 

Io non avevo il volto di oggi,
così calmo, così triste, così magro,
né questi occhi così vuoti,
né il labbro amaro.
Io non avevo queste deboli mani,
così ferme e fredde e morte:
io non avevo questo cuore
che neppure dà segno di sé.
Io non mi sono accorta di questo mutamento,
così semplice, sicuro, facile:
– in quale specchio è andato perso
il mio volto?

Luna avversa

Cecília Meireles

 

Cecília Meireles

 

Ho fasi, come la luna
fasi per stare nascosta,
fasi per scendere in strada…
Perdizione della mia vita!
Perdizione della vita mia!
Ho fasi per essere tua,
e altre per stare da sola.
Fasi che vanno e vengono,
nel calendario segreto
che un astrologo arbitrario
ha inventato per me.
E svolge la malinconia
il suo interminabile fuso!
Non mi trovo con nessuno
(ho fasi come la luna…)
Se un giorno qualcuno può essere mio
non è il mio giorno di essere sua…
E, quando arriva quel giorno,
un altro è sparito…