Bianco Splendore

Rainer Maria Rilke

Rainer Maria Rilke

Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo, via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intente!
Rintoccano l’ore. Ne vibra
percosso ogni bimbo, tremando!
Di sovra gli alari, lo schianto d’un ciocco
che in lampi e faville rovina.
In niveo brillar di lustrini
il candido giorno là fuori s’accresce,
divien sempiterno Infinito.

Lamento

Rainer Maria Rilke

Rainer Maria Rilke

Oh, come tutto è lontano
e da gran tempo trascorso.
La stella, credo,
da cui ricevo splendore,
è morta da millenni.
Nella barca ch’è passata
credo d’aver udito
accenti di paura.
In casa una pendola
ha battuto le ore…
In quale casa?
Vorrei uscire dal mio cuore
e andarmene sotto il grande cielo.
Vorrei pregare.
E di tutte le stelle una dovrebbe
avere ancora realtà.
Io credo di sapere
qual è la stella
che unica dura, –
che sta come una città bianca
là dove il raggio ha termine nei cieli…

Neve in ufficio

Jürgen Theobaldy

Jürgen Theobaldy

Una certa nostalgia di palme. Qui
è freddo, ma non soltanto. I tuoi baci
al mattino sono pochi, poi sto seduto
otto ore qui in ufficio. Anche tu sei
una reclusa e non possiamo
telefonarci. Alzare il ricevitore
e origliare? Telefono, perché il tuo
polso batte solo per altri? Qualcuno chiede:
“Come stai?”, e senza attendere risposta
è già fuori dalla stanza.
Che cosa può muovere l’amore? Io calcolo
i prezzi e vengo calcolato. Tutti i pezzi di ricambio,
le parti di caldaia, i bruciatori a olio, tutti passano
per la mia testa come numeri, nient’altro.
E anch’io passo attraverso qualcuno
come un numero. Ma alla sera vengo da te
con tutto quello che sono. Scienziati
scrivono che anche l’amore è
una relazione produttiva. E dove sono
le palme? Le palme si mostrano sulla spiaggia
di una cartolina illustrata; e noi, supini,
le contempliamo. Al mattino ritorniamo
in ufficio, ognuno al suo posto.
Con un numero, come il telefono.

La neve e le palme
a cura di Gio Battta Bucciol
Fondazione Poesia Onlus 2013


Didone abbandonata

Andreas Okopenko

Andreas Okopenko

Il cielo mattutino è verde. La notte dell’addio gravosa.
Didone amante non è disposta a cambiamenti
nel corpo e nello spirito. Le amiche le consigliano
un viaggio nel cuore dell’Africa per distrarsi. Didone ci fa poco conto.
Il suo sentimento sembra irrigidito. Selvaggia dolora l’unità distrutta.

Attesa

Erich Fried

Erich Fried

La tua voce lontana
al telefono così vicina
e presto dalla vicinanza
la sentirò più lontana
perché dalla tua bocca
alle mie orecchie
deve percorrere la lunga strada
che passa per i tuoi seni
oltre l’ombelico
e la piccola collina
e per tutto il tuo corpo
lungo il quale ti guardi
giù giù fino alla mia testa
che ha il viso
sepolto fra le tue cosce sollevate
nel vello
e nel tuo grembo.

Gennaio

Rainer Maria Rilke

Rainer Maria Rilke

Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo, via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intense.
Rintoccano l’ore. Ne viene
percosso ogni bimbo, tremando.
Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco
che in lampi e faville , rovina.
In niveo brillar di lustrini
il candido giorno là fuori s’accresce,
diviene sempiterno, infinito.

Paesaggio invernale

Rainer Maria Rilke

Rainer Maria Rilke

Respiran lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte più intente.
Rintoccano l’ore. Ne vibra
percosso ogni bimbo tremando.
Di sovra gli alari, lo schianto d’un ciocco
che in lampi e faville rovina.
In niveo brillar di lustrini,
il candido giorno là fuori s’accresce,
divien sempiterno Infinito.

Canto popolare

Rainer Maria Rilke

Rainer Maria Rilke

Come mi tocca l’anima
la popolare melodia boe ma !
Penetra lieve il cuore,
che ne trabocca e pesa.
Quando sommesso un bimbo
canta sarchiando i campi,
dopo, la sua canzone
torna a echeggiarmi in sogno.
Pur se tu sia lontano
in terra ignota e solo,
spesso attraverso gli anni
ricorderai quel canto.