Algeri

Jean Senac

Jean Senac

Il mio paese sorride ai turisti
Algeri la Bianca riposa in pace
vanno e vengono i carri di polizia
la lebbra del cuore è ben difesa

Chi dunque griderà
il miele amaro degli alveari
i corpi all’addiaccio
i poveri che barano col freddo

Bella pelle di arancia dolce
e denti di fresco mattino

la miseria inganna
non fidatevi di tanta bellezza

Qui si muore in silenzio
senza orma sotto il sole.

Il mio dolore

Joucef Nedjimi

Il mio dolore:

CIRCONCISIONE.

Le mie punizioni

LA SCUOLA.

Le mie scappate:

IL GIARDINO PUBBLICO.

La mia paura:

IL TRIBUNALE.

Le mie angosce:

MIA MADRE.

Le mie gioie:

IL CINEMA.

Le mie sofferenze:

L’ALLOGGIO.

I miei dispiaceri:

LEI.

Le mie debolezze:

I SENTIMENTI

SENTIMENTI

SENTIMENTI

SENTILAIDO

Da Smirne veniamo

Anonimo

Da Smirne veniamo; dal mare, siamo infine approdati.
Portiamo il firmano del sultano,
l’han letto l’ufficiale e il capitano.
Gioisci, cuore in attesa, torniamo
e piova l’invidia dagli occhi di chi non ci ama.

Fadhma

Abdelkrim Ghezali

Abdelkrim Ghezali

Fadhma, di fronte al focolare, il riflesso

della brace rischiara il suo viso

dimentica la profondità della sua notte

convoca il suo sole diurno.

Il mestolo le cade di mano

Fadhma eterna sognatrice,

donna che ha tanto atteso

che un’onda la spinga

verso il paese della libertà.

Il sole brilla sul suo viso

e le dice: “perché non vieni

con me ad incontrare i tuoi fratelli di sofferenza

perché non facciamo assieme lo stesso cammino?”

Contempla le scintille

che salgono e che scendono

vorrebbe unirle

per dire la sua con loro.

Sulla generosità

Jalalauddin Rumi

Jalalauddin Rumi

Nella generosità e nell’aiuto degli altri sii come un fiume.
Nella compassione e nella grazia sii come il sole.

Nel nascondere le mancanze altrui sii come la notte.
Nell’ira e nella furia sii come la morte.

Nella modestia e nell’umiltà sii come la terra.
Nella tolleranza sii come il mare.

Esisti come sei oppure sii come appari.

Domani

Méziane Ourad

prorompere

poi sgocciolare

lungo i muri dei palazzoni

Invadere la strada

per spezzarne la noia

innaffiare l’asfalto

per farvi sbocciare

Il garofano

Fondere per rinascere

Nuovo nel mondo color “terra”

Abbasso la geometria!

Sempre dritto, non c’è nulla,

Dovunque c’è la vita

che piange i propri amici morti

su un letto di sapere.

L’amore giace accanto a lei

Con gli occhi stravolti,

nella sua mente un ricordo;

quello di un vero abbraccio

quello d’un incendio sterile

quello di un bambino nato morto

che non vuole morire

Questi campi, questi ruscelli…

sono troppo belli,

non posso separarmene!

E si alza

E se ne va

E la vede

L’abbraccia

L’amore sorride

e tutto si spegne