Nel percorso nascosto e…

NIMĀ YUSHIJ

NIMĀ YUSHIJ

Nel percorso nascosto e palese del villaggio ci sono parole:
chi s’è adattato?
Chi ha vinto?
Chi ha perso?
E l’olmo silente,
e il giardino depredato, alle parole esistenti
negano ascolto,
e ogni cosa punge il cuore.
Dalla riva rotta, arresa,
fino alle valli addormentate nel bosco,
che spazi hanno aperto alla tenebra della notte,
fino a questo luogo che il piccone arrugginito
con tono indifferente batte,
ogni cosa ha portato angustia.
E quelle parole persistono.
Sporco perché è il volto della luna
dagli occhi svegli?
Chi mai conosce il sonno? E perché sonno?
Chi s’è adattato?
Chi ha vinto?
Chi ha perso?
Da cosa dipende la porta sfasciata? E la rotta finestra?
Perché non una stanza più
s’illumina con un lume?
Perché un attimo solo un amico
dell’amico non chiede
né di tracce o avventure passate?
Ma tediata gocciola l’acqua
il suo tedio mormora appartato.
il fuso è caduto, la vecchia depressa, nel focolare;
ha tramortito il fuoco, il freddo;
e l’olmo silente,
e il depredato giardino, alle parole esistenti,
negano ascolto.