Orazione funebre per una donna insignificante

NAZIK AL-MALAIKA

NAZIK AL-MALAIKA

Ci ha lasciati senza un pallore di gota o un fremito di labbra

le porte non hanno sentito nessuno narrare della sua morte

nessuna tenda alle finestre stillante dolore

si è levata per seguire il suo feretro sino a che non scompaia dalla vista

a eccezione delle poche persone che si sono commosse al suo ricordo.

La notizia si è dissolta nei vicoli senza che il suo eco si diffondesse

e si è rifugiata nell’oblio di alcune fosse

la luna ha pianto questa tragedia.

La notte non se n’è curata e si è trasformata in giorno

Quindi è giunta la luce con le grida del lattaio, il digiuno,

il miagolio di un gatto affamato tutto pelle ed ossa,

le liti dei commercianti, l’amarezza, la lotta,

i bambini che lanciano pietre da un lato all’altro della strada,

le acque sporche nei canali e i venti che giocano da soli con le porte delle terrazze

in un oblio pressoché totale.