Mi chiamo Giancarlo Catino

Massimiliano Bruno

Massimiliano Bruno

Mi chiamo Giancarlo Catino e credo nell’amicizia.
Ho 6 anni e oggi è il mio primo giorno di scuola.
Ho conosciuto subito la popolazione degli Unni, sono i miei compagni di classe.
Nel giro di 3 minuti abbiamo urlato a squarciagola la lettera E. Eeeeeeeeeee
“Giochiamo a buttasse di sotto dalla finestra”. Io mi so’ buttato loro no. Eeeeeeeeee
“Giochiamo ad ammazzare gli zombie e le femmine fanno gli zombi”.
Poi ho preso 3 ceffoni, 6 sgambetti e 1 cazzottone in testa e per questo che mi sono ritrovato al primo banco.
Andrea Rozzi, un compagnuccio scalmanato, m’ha subito ribattezzato “bersaglio mobile” e la mia schiena è diventata il campo di atterraggio di aerei di carte, bucce di banana e matite spezzate. Mi tirano addosso di tutto. All’ultima ora mi è arrivato in testa pure un compasso. Un giorno che non dimenticherò mai, la mia prima cicatrice in fronte.