Elegia Prim

Martin Camaj

Martin Camaj

Quando io sarò sfinito
dalle fatiche degli anni ripidi come rocce
non stare o Taze in pena, per me
steso su tavole di morte
agnello pronto al sacrificio.
Lascia che le vecchie piangano su me quel giorno
i loro morti, di vecchia data.

Un’ultima volontà, o donna:
quando morì mio padre, abbattemmo due buoi
per saziare gli affamati e le formiche dei campi
con briciole di pane.
Ma io morirò tra gente sempre
sazia,
per questo nei miei pranzi offrite
solo caffé amaro.